Un saluto ai lettori

Cari lettori, Epistemes è oramai diventato un sito seguito e apprezzato da più parti. Tutto questo è merito dei redattori che sottraendo spesso tempo ad attività lavorative e di studio hanno cercato di offrire un prodotto editoriale di alta qualità.

Purtroppo gli impegni di studio e di lavoro non ci consentono più di dedicarci quanto vorremmo al sito. Il rischio è quello di ridurre la qualità della nostra collaborazione ad Epistemes o non conseguire quei risultati lavorativi che inseguiamo da tempo.

Per il rispetto che dobbiamo ai lettori e ai redattori, preferiamo lasciare. I nostri articoli restano a disposizione dei lettori. È stata un’esperienza estremamente stimolante che ci ha arricchito professionalmente e umanamente per la quale ringraziamo i lettori ed i redattori di Epistemes.

Andrea Asoni, Pierangelo De Pace e Antonio Mele

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Un sentito ringraziamento ad Andrea, Antonio e Pierangelo per la grande qualità delle analisi proposte, per i continui stimoli intellettuali che hanno reso possibile l’affermazione di Epistemes come sito di grande rigore divulgativo, oltre che per la dedizione con cui hanno sottratto tempo ai loro gravosi impegni accademici. Ad Andrea, Antonio e Pierangelo un grande in bocca al lupo, questo sito resterà ovviamente sempre aperto al loro contributo, come a quello di quanti vorranno segnalarci la loro disponibilità a fare di Epistemes una consolidata realtà nel panorama della divulgazione italiana su economia e relazioni internazionali.

Mario Seminerio 

Mercato degli organi e diritti di proprietà

di Andrea Asoni

In questa nota si offre uno schema logico utile a comprendere le implicazioni economiche ed etiche del mercato degli organi. Dimostreremo come la distribuzione dei diritti di proprietà sugli organi (tema etico) e l’esistenza o meno di un mercato per tali organi ha fondamentali implicazioni sul benessere collettivo (tema economico). Inoltre discuteremo all’interno dello stesso schema anche la proposta di un sistema di donazione degli organi strutturato intorno al principio “si è dentro se non si decide di essere fuori” (opt-out), per evidenziarne i meccanismi economici ed etici che lo contraddistinguono. Una parte importante della conclusione riguarderà il fatto che, in questo caso specifico, anche analisi di efficienza economica non possono astrarre da considerazioni etiche.

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Osservatorio sui miti del riscaldamento globale/2: La teoria del freddo caldo

di Andrea Asoni e Piercamillo Falasca

Questo focus è liberamente scaricabile qui: epistemes_freddocaldo.pdf

Qualche giorno fa è iniziata a Bali la tredicesima conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Quasi diecimila delegati in rappresentanza di 190 governi si confronteranno fino al 14 dicembre per tracciare il percorso che porti ad un accordo che sostituisca – a partire dal 2012 – il Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni inquinanti.
Il 2 dicembre, intervenendo sul Washington Post, il segretario dell’ONU, Ban Ki-Moon, ha scritto: “We have read the science. Global warming is real, and we are a prime cause. We have heard the warnings. Unless we act, now, we face serious consequences.

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Taxi e licenze

di Andrea Asoni e Mario Seminerio

Periodicamente i tassisti conquistano le prime pagine dei giornali italiani. La ragione del contendere è presto spiegata. Assistiamo allo scontro tra due opposte esigenze: la richiesta dei cittadini-consumatori in favore di un aumento del numero dei taxi (con diminuzione dei prezzi delle corse) e la difesa da parte dei tassisti della posizione di rendita acquisita, simboleggiata dal valore delle licenze.

Un influsso di nuove licenze comporta automaticamente una diminuzione del valore di quelle già concesse. La licenza altro non è che il valore scontato dei profitti futuri: un aumento del numero dei taxi in circolazione causerebbe quasi sicuramente una diminuzione, secondo meccanismi meglio illustrati in seguito, dei profitti del singolo tassista e dunque una diminuzione del valore della sua licenza.

Come misura di compromesso viene spesso proposta la concessione di una licenza aggiuntiva a chi già possiede il diritto di guidare un taxi; leggiamo tale proposta sul sito dell’onorevole Capezzone. In questo modo si ritiene di compensare il singolo tassista della perdita di valore causata dall’aumento delle licenze. Questa nota mostra come tale compensazione non necessariamente avviene.

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La Mafia e il PIL italiano

di Andrea Asoni

Qualche giorno fa la Confesercenti ha pubblicato un rapporto in cui si stima la ricchezza nazionale in qualche modo controllata dalla Mafia. Secondo questo rapporto il fatturato di Cosa Nostra ammonta a 90 miliardi di euro, ovvero piu’ o meno il 7% del PIL italiano. Con questa breve nota si vuole rammentare che anche quando si parla della piaga della criminalita’ organizzata, sarebbe meglio non comparare mele con pere. Continua a leggere “La Mafia e il PIL italiano”

Contrordine compagni! Il liberismo rimane di destra

di Andrea Asoni e Antonio Mele

L’ultimo film di Gabriele Muccino, “The pursuit of happyness”, si basa sulla storia di Chris Gardner, un giovane americano di colore che ha fatto fortuna nel mondo della finanza partendo da una situazione economica e sociale che definire disagiata sarebbe un eufemismo. Il messaggio di fondo del lavoro di Muccino è che col duro lavoro e la tenacia si può ottenere qualsiasi risultato.

Il successo per Gardner arriva sotto forma di un lavoro da broker per una banca d’affari. I disagi sono invece i più vari. Chris finisce in carcere per delle multe non pagate, viene lasciato dalla sua compagna con un figlio di appena 5 anni, perde la casa dove vive perchè non riesce a pagare l’affitto. Si ritrova senzatetto e dorme spesso nei bagni della metropolitana; quando è fortunato riesce a trovare un pasto caldo e un letto in un ente caritatevole religioso.
Il governo compare poco in questo contesto, e anzi quando lo fa è un ostacolo sulla strada verso il successo (arresto e confisca del conto corrente a causa di tasse non pagate).

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Gettare benzina sul fuoco/2

di Andrea Asoni, Antonio Mele e Mario Seminerio

Poche ore fa è uscito su Epistemes.org un articolo che presenta una articolata critica alle recenti mosse del governo Prodi volte a calmierare il prezzo della benzina in Italia. Parte della critica riportava come fosse il peso eccessivo delle tasse a gravare sul prezzo della benzina in Italia, piuttosto che il prezzo industriale del carburante ed eventuali comportamenti oligopolistici (secondo calcoli effettuati qualche mese prima da noi).

Leggiamo ora che il ministero delle Finanze, per bocca del sottosegretario Alfiero Grandi, ribadisce che il “permanere di prezzi alti, come ormai noto [enfasi nostra], può essere attribuito, nella sostanza, principalmente all’esistenza in Italia, di un forte oligopolio petrolifero”. Si aggiunge inoltre che il Bel Paese non è il paese a tassazione più alta.

Poiché non ci piace ragionare per “fatti noti”, ma solo in base a dati certi, abbiamo rifatto i conti usando gli ultimi dati disponibili (Oil Bulletin, 2 luglio 2007).

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Gettare benzina sul fuoco

di Andrea Asoni, Antonio Mele e Mario Seminerio

In questi giorni il Governo, per voce del ministro Bersani, ha convocato le compagnie petrolifere per chiedere conto degli (secondo Bersani) eccessivi rincari della benzina.

In un articolo pubblicato qualche tempo fa abbiamo spiegato come un governo realmente interessato a far diminuire il prezzo della benzina debba preoccuparsi di tagliare le tasse che pesano sul carburante. Tale articolo commentava l’iniziativa del ministro Bersani volta a liberalizzare la distribuzione della benzina. L’argomento principale sosteneva che, nel caso specifico del prezzo del carburante, un taglio delle tasse era uno strumento più consono agli obbiettivi annunciati della riforma (diminuzione del prezzo della benzina).
A tali considerazioni oggi aggiungiamo qualche breve riflessione, scaturita dalla preoccupante tendenza del governo Prodi a intervenire in maniera dirigista sulle scelte delle imprese, soprattutto in determinati settori.

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Evasione fiscale (II): come combatterla efficacemente

di Andrea Asoni

Questo articolo è la naturale prosecuzione di quello pubblicato giovedi scorso su questo sito. Dopo aver discusso i costi e le motivazioni dietro all’evasione fiscale è necessario discutere possibili soluzioni a questo problema. In particolare due possibilità verranno considerate, non necessariamente mutualmente esclusive. La prima possibilità si riferisce ad un aumento dei controlli; la seconda evoca un cambiamento del sistema fiscale. Analizzerò queste due possibilità alla luce di quanto detto nel precedente articolo.

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Evasione fiscale (I): costi e spiegazioni

di Andrea Asoni

L’evasione fiscale è un problema rilevante nel Bel Paese.  Di recente il Corriere e Repubblica se ne sono occupati e anche Montezemolo vi ha fatto riferimento. E’ stato stimato che la ricchezza occultata al Fisco equivale a circa il 30% di quella dichiarata. Questo articolo si occupa di discutere quali siano i problemi legati a questo fenomeno e le ragioni della sua esistenza. Si rimanda ad un successivo articolo ogni discussione su quali siano le misure di policy necessarie per affrontarlo.

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