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Andrea Asoni Andrea Gilli Dicono di noi Mauro Gilli Rassegna Stampa Relazioni Internazionali

Andrea e Mauro Gilli su The Economist

di Redazione

Sull’ultimo numero del settimanale britannico The Economist, si può trovare un articolo dal titolo “Recruits to America’s armed forces are not what they used to be”, le reclute delle forze armate americane non sono più quelle di una volta. L’articolo è quasi interamente dedicato ad una ricerca svolta da Andrea Asoni, Andrea Gilli, Mauro Gilli e Tino Sanandaji e di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista accademica, Journal of Strategic Studies. La ricerca mostra come, a differenza dell’opinione comune, chi entra nelle forze armate americane non venga dalla parte della popolazione più svantaggiata economicamente e socialmente — il famoso linguista Noam Chomsky parla per esempio di un esercito composto di mercenari poveri — ma, invece, faccia come o addirittura meglio del cittadino mediano americano in termini di reddito individuale, patrimonio familiare e vari test cognitivi e psico-attitudinali.

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Mario Seminerio

Phastidio Podcast

Un post di Phastidio ma parlato anziché scritto. Qui la raccolta degli episodi e la lista delle piattaforme su cui è ospitato, tra cui SpotifyGoogle PodcastApple Podcast. Il feed originale, da aggiungere agli aggregatori, è questo. Buon ascolto.

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Economia Mario Seminerio

Capire la Trumpeconomics

Un deficit spending pro-business e pro-ciclico è la ricetta di The Donald. Quale futuro per gli Usa: dal “socialismo per le imprese” a quello per le persone?

di Mario Seminerio – Il Foglio

La politica economica di Donald Trump è sin qui stata un tentativo di rivitalizzare la old economy ma senza particolare successo, come del resto era logico attendersi. La tecnologia evolve e lascia sul campo di battaglia molte figure professionali e molte storie personali, che devono essere aiutate in modi differenti dal vagheggiato ritorno di carbone e acciaierie.

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Economia Mario Seminerio

Perché l’illusione dell’eccezionalismo italiano ci sta demolendo

Gli altri ci odiano, il deficit non esiste, la Bce è autoritaria, la globalizzazione ci fiacca. I mantra vittimisti portano allo schianto

di Mario Seminerio – Il Foglio

Come in uno stanco rituale, anche l’ultimo aggiornamento delle previsioni di crescita per l’Italia, elaborato questa volta dall’Ocse (ma il teatrino si ripete per qualsiasi ente di ricerca ed organizzazione internazionale si azzardi a prevedere la “sottoperformance” della nostra economia), è stato accolto a Roma e dintorni da fremiti di sdegno pavloviano ed accuse di condotta anti-italiana, frammiste a concetti del tipo “voi non capite, le cose non stanno in questi termini”. Ogni volta, pare che agli incauti previsori sfugga la “ricetta segreta”, quella che metterà pepe e benzina nella crescita italiana. Ogni volta, mestamente, i consuntivi ratificano che l’ingrediente magico non è affatto magico, e spesso si rivela addirittura tossico.

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Mario Seminerio

Aspettando la Godot Airlines, il governo brucia miliardi per salvare Alitalia

di Mario Seminerio – Il Foglio

Il vicepremier e bisministro, Luigi Di Maio, ha incontrato i sindacati dei lavoratori Alitalia, dopo la formalizzazione dell’”avvio” delle trattative con Delta e EasyJet. Ché di quello si tratta, e non di un arrivo in porto o in aeroporto. È solo l’inizio di una nuova, estenuante fase negoziale per accasare il vettore tricolore, dopo fiumi di inchiostro rosso e interventi dei contribuenti che ormai giustificherebbero l’integrazione dell’oggetto sociale di Alitalia con “produzione di Bad Company”.

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Economia Mario Seminerio

Non è colpa della Germania: dietro la frenata dell’economia c’è la politica

I problemi dell’industria tedesca sono seri, ma noi ci esponiamo al rischio di una nuova crisi finanziaria

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La rapidità con cui la congiuntura italiana sta deteriorandosi porta ad interrogarsi sulle cause. Quelle esogene sono verosimilmente riconducibili alla frenata tedesca, che ormai da mesi impegna gli economisti, che non sanno decidere se si tratti di fenomeno transitorio o persistente.

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Economia Mario Seminerio

Crisi cinese, la virata che sa di antico: aziende statali come volano industriale

Il rallentamento dell’economia non dipende solo dai dazi Usa: le banche danno più prestiti alle aziende pubbliche

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre il mondo si interroga ansiosamente sull’esito del braccio di ferro tra Donald Trump e la Cina, con la scadenza di marzo che potrebbe scatenare una nuova ondata di misure protezionistiche statunitensi, cresce il numero di osservatori che ritengono che il contrasto con Washington non sia la causa unica né determinante del rallentamento cinese.

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Economia Mario Seminerio

La lisergica banca (d’investimenti) dello Stato di Bengodi: il caso Carige

La surreale idea di nazionalizzare l’istituto genovese e fonderlo con MPS dovrebbe servire a sconfiggere il rischio di credito

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dalla grandinata di bellicose dichiarazioni politiche sulla vicenda del salvataggio di Carige, spicca la persistente suggestione a creare una “banca d’investimento dello stato”, in grado di “prestare ad imprese e cittadini”. Magari attraverso la fusione con MPS.

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Economia Mario Seminerio

L’orso sta conquistando la borsa: è l’annuncio di una recessione?

Il quadro dell’economia globale si è deteriorato, tra crescenti tensioni protezionistiche e riduzione di liquidità

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Per convenzione, sui mercati finanziari si identifica una “correzione” ogni volta che gli indici arretrano di almeno il 10% dai massimi, mentre un “bear market” viene identificato quando il ritracciamento è di almeno il 20%. Questo è quanto sta accadendo a pressoché tutti i maggiori indici azionari mondiali.

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Economia Mario Seminerio

Turchia verso la recessione: Erdogan paga il conto del doping economico

Le rappresaglie di Trump, la stretta fiscale, l’aumento dei tassi della banca centrale e l’inflazione: troppi guai

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nel terzo trimestre di quest’anno, l’economia turca ha subito una marcata contrazione, pari a 1,1% sul trimestre precedente, che porta la crescita annua ad un esile 1,6%. Il settore delle costruzioni è stato particolarmente colpito, con ridimensionamento trimestrale del 5,3%, mentre i consumi domestici sono cresciuti solo di 1,1%, contro il 6,4% del trimestre precedente.