Aumentare le tasse per le aziende militari?

di Andrea Gilli

Sul Washington Post di qualche giorno fa, Walter Pincus, defense correspondent del medesimo quotidiano ha (ri)proposto l’idea di introdurre un’imposta sugli extra-profitti delle aziende militari. La ratio sarebbe la seguente: in tempo di guerra, i contractors della difesa fanno altissimi profitti. Ciò permette a pochi (le aziende) di guadagnare sul sacrificio di molti (la popolazione e i suoi soldati). Pertanto, lo stato dovrebbe riprendersi parte di quei fondi.

L’idea mi pare parecchio bislacca e per diverse ragioni.

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Andrea Gilli – Paper sul futuro dell’industria europea della difesa

di Redazione

Andrea Gilli ha pubblicato per lo European Union Institute of Security Studies di Parigi un paper, After austerity: futures for Europe’s defence industry, sul possibile futuro dell’industria europea della difesa.

Il paper discute i possibili scenari per il futuro dell’industria europea della difesa alla luce dell’attuale fase di austerity. La breve ricerca sottolinea che se ulteriore consolidamento nel settore è certamente necessario, verosimilmente questo non sarà definitivo: i Paesi europei continuano a volere mantenere intatte le loro prerogative e dunque è difficile pensare ad un consolidamento che elimini tutte le inefficienze o l’eccesso di capacità produttiva.

Privatizzare Finmeccanica non basta

di Andrea Gilli

Con la crisi del debito sovrano che avanza e l’economia italiana che rallenta, il bisogno di nuove manovre, per liberare la crescita o per recuperare risorse, cresce inesorabilmente. Una delle tante proposte sul tavolo riguarda la vendita delle quote di controllo delle grandi aziende italiane ancora a partecipazione statale. Oscar Giannino, di recente, ha lanciato un appello affinché Finmeccanica venga privatizzata completamente, obbligando quindi il Tesoro a cedere la sua partecipazione nell’azienda.

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Più offerta nel mercato degli aerei da combattimento?

di Andrea Gilli

Il Giappone è un grande Paese, è ricco ed è avanzato: sul suo territorio ci sono alcune delle aziende più avanzate al mondo come Sony, NEC, Mitsubishi, etc. Durante gli anni Ottanta, il Giappone era considerato il modello da imitare. Poi è venuta la crisi immobiliare e le cose sono cambiate. Per molti, però, il Giappone rimane un modello da seguire.

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