Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2015 è stato l’anno che ha visto l’Italia tornare alla crescita, sia pure frazionale, dopo anni di depressione, grazie ad una serie di shock positivi esterni pressoché irripetibili, come il crollo del prezzo del greggio, la politica monetaria espansiva non convenzionale di Mario Draghi ed una politica fiscale finalmente neutrale o lievemente espansiva a livello di Eurozona. Ma il 2015 proietta anche ombre lunghe sul futuro: alcune frutto delle debolezze dell’economia globale, altre più specifiche al sistema-paese Italia, alle sue tradizionali vulnerabilità ed alla definitiva emersione di aree di crisi strutturale per molti anni occultate, come quella del carico di sofferenze bancarie accumulate in lunghi anni di crisi ma anche per pessime politiche di erogazione di credito da parte di banchieri spesso calati nel ruolo di faccendieri.

Continua a leggere “Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci”

Fed, non basta l’aumento dei tassi per tornare alla normalità

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo quasi dieci anni di espansione monetaria, tradizionale e soprattutto non convenzionale, la Federal Reserve ha proceduto al primo rialzo dei tassi ufficiali d’interesse. La ritrovata condizione di piena occupazione degli Stati Uniti e un tasso d’inflazione di riferimento (quello della spesa per consumi personali al netto delle componenti volatili di alimentari ed energia) che si è riportato in prossimità del 2% hanno indotto Janet Yellen e colleghi ad agire. Ma da ora in avanti ci si interrogherà soprattutto sul sentiero temporale dei prossimi rialzi, dopo che la Fed ha previsto per il 2016 un punto percentuale di rialzo, ben oltre quanto attualmente scontato dai mercati.

Continua a leggere “Fed, non basta l’aumento dei tassi per tornare alla normalità”

Cambiano i governi, resta la linea: trovare scuse per la ripresa che non c’è

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Per anni, dopo l’attentato alle torri gemelle di Manhattan, l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha indicato il terrorismo come elemento di freno alla nostra economia. Al secondo posto nella hit parade del destino cinico e baro, o forse al primo a pari merito, il tributarista di Sondrio metteva la Cina, lasciata inopinatamente entrare nella organizzazione mondiale del commercio (WTO), e che andava contenuta, con le buone o le cattive. In mezzo c’era anche l’imprescindibile necessità della banconota da un euro, forse ricorderete.

Continua a leggere “Cambiano i governi, resta la linea: trovare scuse per la ripresa che non c’è”