La Russia serve per combattere ISIS?

di Andrea Gilli

All’indomani degli attacchi di Parigi, le relazioni tra l’Occidente (inteso come NATO/UE e Stati Uniti) e la Russia hanno fatto un poderoso salto in avanti, con la Russia proiettata a diventare un partner nella lotta all’ISIS. Gli osservatori sono divisi. Da una parte, secondo alcuni solo una cooperazione militare con la Russia può aiutare a sconfiggere questa nuova ondata di terrorismo islamista. Dall’altra, molti sono scettici se non contrari ad interagire con un autocrate che ha adottato, negli ultimi anni, politiche non solo discutibili ma anche destabilizzanti (si veda l’Ucraina). Chi ha ragione? A mio modo di vedere, nessuno dei due.

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Il disastro brasiliano è solo all’inizio ma la colpa non è del liberismo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La situazione dell’economia brasiliana peggiora di settimana in settimana. Secondo l’indice di attività economica della banca centrale brasiliana, che traccia l’andamento del Pil, a settembre l’economia si è contratta dello 0,5% rispetto ad agosto, portando la decrescita al 5,85% su base annua. E’ ormai una caduta libera, con inflazione pressoché incoercibile al 10%, malgrado reiterati aumenti del costo del denaro che hanno contribuito ad abbattere il morale di famiglie ed imprese.

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Gli attacchi di Parigi e le risposte

di Andrea Gilli

I terrificanti attacchi di venerdì sera a Parigi pongono degli interrogativi sul tipo di risposta da adottare. Il Presidente francese, François Hollande, ha parlato esplicitamente di un atto di guerra, e se dunque questo è l’11 settembre francese, gli indizi portano ad un maggiore coinvolgimento francese (e NATO) in Siria, Libia e Iraq contro ISIS.

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Andrea Gilli – Premio European Defence Agency

di Redazione

Andrea Gilli ha vinto il premio per la miglior tesi di dottorato su European Defense, Strategy and Security assegnato dalla European Defence Agency e dall’Egomont Institute.

Il 16 novembre 2015, invitato all’assemblea annuale della European Defence Agency, Andrea Gilli ha tenuto un breve discorso con cui, riassumendo i punti chiave della sua tesi, ha illustrato alcune delle principali sfide alla cooperazione industriale-militare in europa. Il discorso è disponibile in calce.

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A sportellate sul renzismo

Dall’aumento del deficit agli effetti del Jobs Act: la comunicazione prende sempre il sopravvento

di Mario Seminerio – Il Foglio

Il discorso di Matteo Renzi ai gruppi parlamentari del Pd è una orgogliosa rivendicazione delle cose fatte e di quelle da fare per portare il paese a tornare a quel ruolo di influenza e prestigio che secondo la nostra piccola vulgata nazionalistica dovrebbe competergli in Europa e nel mondo. Renzi è notoriamente molto abile nella comunicazione: si intesta successi che non sono tali e tende a vedere causalità dove c’è solo correlazione. Spesso si focalizza solo sui dati lordi e non sugli assai meno eclatanti dati netti, altre volte presenta previsioni come fossero fatti compiuti, ma solo se favorevoli e funzionali alla sua narrazione. Non è gravissimo: la politica è anche e soprattutto questo.

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La “ripresina” è più fragile di quello che continua a raccontare il governo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La “previsione d’autunno” della Commissione europea non ha sorpreso: le stime di crescita per il nostro paese sono sostanzialmente in linea con quelle elaborate dal nostro governo e dall’Istat. Poco meno dell’1% per quest’anno, circa un punto e mezzo per il prossimo. Anche le stime per l’inflazione del prossimo anno sono sostanzialmente concordi, all’1%, frutto soprattutto della scomparsa del “gradone” causato dal crollo dei prezzi del greggio dell’ultimo anno. Interessante il motore della crescita: dopo anni di domanda interna agonizzante e di una precettistica fondata sul motto “export o morte”, l’Italia nel 2016 ricaverà tutta la propria crescita da consumi delle famiglie ed investimenti.

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