Per la tragedia greca il lieto fine non si vede

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo la vittoria di Syriza alle elezioni greche e la formazione di un governo con un partito di destra populista anti-tedesco, i toni tra Atene e l’Unione europea sono progressivamente inaspriti sino a una apparente polarizzazione: lo schieramento guidato da Alexis Tsipras e che ha nel suo ministro delle Finanze, l’economista Yanis Varoufakis, l’esponente sinora più visibile e duro, accantonate le iniziali richieste di taglio del valore nominale del debito chiede ora una ristrutturazione del debito, che per circa l’80 per cento è verso l’Unione europea, legandone il servizio (cioè il pagamento degli interessi) alla crescita dell’economia, e un abbattimento dell’avanzo primario (entrate meno le spese, al netto del costo del debito) chiesto dai creditori alla Grecia per rimborsare quel debito.

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