Agenti CIA, soffiate e condanne

di Andrea Gilli

La scorsa settimana, John Kiriakou, ex-agente CIA, è stato condannato a trenta mesi di prigione. La sua colpa? Aver svelato il nome di un agente sotto copertura ad un giornalista. Per la cronaca, il nome non è mai uscito sui giornali. Come reagire alla notizia? C’è da rallegrarsene, in quanto contribuirebbe a contrastare il dilagante fenomeno della rottura della segretezza in ambito di sicurezza nazionale, oppure dovremmo avere qualche preoccupazione in più, in quanto la condanna rappresenterebbe una riduzione della libertà di informazione?
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