Agenti CIA, soffiate e condanne

di Andrea Gilli

La scorsa settimana, John Kiriakou, ex-agente CIA, è stato condannato a trenta mesi di prigione. La sua colpa? Aver svelato il nome di un agente sotto copertura ad un giornalista. Per la cronaca, il nome non è mai uscito sui giornali. Come reagire alla notizia? C’è da rallegrarsene, in quanto contribuirebbe a contrastare il dilagante fenomeno della rottura della segretezza in ambito di sicurezza nazionale, oppure dovremmo avere qualche preoccupazione in più, in quanto la condanna rappresenterebbe una riduzione della libertà di informazione?
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Aumentare le tasse per le aziende militari?

di Andrea Gilli

Sul Washington Post di qualche giorno fa, Walter Pincus, defense correspondent del medesimo quotidiano ha (ri)proposto l’idea di introdurre un’imposta sugli extra-profitti delle aziende militari. La ratio sarebbe la seguente: in tempo di guerra, i contractors della difesa fanno altissimi profitti. Ciò permette a pochi (le aziende) di guadagnare sul sacrificio di molti (la popolazione e i suoi soldati). Pertanto, lo stato dovrebbe riprendersi parte di quei fondi.

L’idea mi pare parecchio bislacca e per diverse ragioni.

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