La cura letale

Dal 31 ottobre, in cartaceo ed ebook In parole chiare: è stata scelta la medicina sbagliata. In parole ancora più chiare: ci hanno chiesto grossi sacrifici, che rischiano di non servire a nulla. L’economia italiana rischia il collasso e attingere a piene mani dalle tasche dei cittadini non è certo la soluzione per uscire dalla … Continua a leggere La cura letale

Di navi, cavalli e baionette

di Andrea Gilli

Il terzo dibattito presidenziale di lunedì scorso non verrà ricordato per aver spostato dei voti ma, più verosimilmente, per alcune battute ben assestate, soprattutto dall’attuale presidente degli Stati Uniti, Barack H. Obama.

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Solo le riforme vincono la crisi

di Mario Seminerio – Il Tempo

Ma questa crisi è davvero all’epilogo? Lo ha segnalato (non per la prima volta) anche il premier Mario Monti, dopo che lo spread si è ridotto e pare aver imboccato con decisione un trend discendente, che già porta gli osservatori a vaticinare la rottura al ribasso della “quota 300”. Che di per sé non significa nulla se non che il nostro Btp decennale rende ancora lo sproposito di tre punti percentuali più del Bund tedesco, ma in circostanze come questa si tende a tirar fuori l’immancabile ed inesistente “soglia psicologica” per celebrare l’evento. Ma cosa è realmente cambiato, nello scenario europeo e globale? Molto e poco, al contempo.

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“And the winner is…The European Union”

di Mauro Gilli

Con un po’ di ritardo intervengo sul Premio Nobel per la Pace all’Unione Europea. Ne hanno scritto in molti, quindi eviterò di riproporre considerazioni già presentate altrove. Il premio Nobel Per la Pace viene generalmente attribuito sulla base di una di queste tre considerazioni: un riconoscimento per gli sforzi e l’impegno dimostrati (ad esempio il Premio Nobel assegnato agli attivisti per i diritti umani come Aung San Suu Kyi e Liu Xiaobo), un riconoscimento per il raggiungimento di un importante risultato (ad esempio il premio a Yassir Arafat, Shimon Peres e Yitzhak Rabin per aver raggiunto gli accordi di Oslo), oppure per spingere due parti in conflitto verso la pace (il premio a Henry Kissinger e Lu Duc Tho nel 1973).

Il premio all’Unione Europea, almeno stando al comunicato del comitato, rientrerebbe nella seconda categoria in quanto giustificato dal contributo che le istituzioni europee avrebbero dato per “più di sei decenni… alla pace e alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa.”

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Austerity, impegni internazionali e natura dei rapporti tra stati

di Andrea Gilli

I rapporti fra nazioni possono essere intesi fondamentalmente in due modi. Da una parte c’è la visione comunitaria, per cui a livello internazionale ogni entità politica si preoccupa principalmente dei suoi membri. L’egoismo di ogni tale entità genera a sua volta un sistema anarchico in cui l’insicurezza la fa da padrone. Dall’altra parte, c’è la visione cosmopolita. Stando a questa interpretazione, il mondo è un’unica sola comunità che condivide gli stessi valori e gli stessi obiettivi. Pertanto, anche se il panorama internazionale è diviso tra gruppi separati (gli Stati-nazione), è possibile trovare una sintesi dei vari interessi e favorire il progresso umano tramite la cooperazione tra Paesi.

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La Tobin Tax farà solo danno e la pagheranno i risparmiatori

di Mario Seminerio – Libertiamo

Lo scorso 28 settembre, durante l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha presentato la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax, FTT), destinata ad entrare in vigore dal 2014 e basata sull’aliquota dello 0,1 per cento per transazioni in azioni ed obbligazioni, e dello 0,01 per cento per operazioni in derivati (che si basano su controvalori nozionali mediamente molto elevati). La proposta prevede che siano assoggettati ad imposizione tutti i soggetti residenti nell’Unione europea.

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