La corsa alla pressione fiscale

di Mario Seminerio – Il Tempo

Il consiglio dei ministri fiume di venerdì 24 agosto (oltre otto ore) pare non aver prodotto effetti tangibili, sul piano delle decisioni operative. Probabilmente si è trattato di un momento di puntualizzazione di metodo, per i prossimi interventi. Oppure è stata l’ennesima presa di coscienza che la mancanza di risorse impedisce interventi efficaci. Come che sia, la responsabilità di questa situazione di stallo non può essere imputata all’attuale esecutivo, per evidenti motivi. Piuttosto, la profondità della crisi e la continua contrazione del Pil costringono il governo ad inseguimenti che vengono frustrati dalla realtà o che, nei fatti, rischiano di trasformarsi in aumento della pressione fiscale anche al di là delle migliori intenzioni dell’esecutivo. Vediamo un esempio eclatante, ma non l’unico.

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Privatizzare Finmeccanica non basta

di Andrea Gilli

Con la crisi del debito sovrano che avanza e l’economia italiana che rallenta, il bisogno di nuove manovre, per liberare la crescita o per recuperare risorse, cresce inesorabilmente. Una delle tante proposte sul tavolo riguarda la vendita delle quote di controllo delle grandi aziende italiane ancora a partecipazione statale. Oscar Giannino, di recente, ha lanciato un appello affinché Finmeccanica venga privatizzata completamente, obbligando quindi il Tesoro a cedere la sua partecipazione nell’azienda.

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I tedeschi si arricchiscono sui nostri guai

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Se esiste un errore di lettura di quanto sta accadendo in Eurozona in questi mesi e settimane, è quello che vuole che i rendimenti dei debiti sovrani siano rappresentativi di “premi” e “sanzioni” per comportamenti “viziosi” e “virtuosi” dei singoli paesi. Una visione che insiste a credere che l’Eurozona sia la sommatoria di diciassette economie del tutto indipendenti le une dalle altre, e non un inviluppo di relazioni commerciali, monetarie, bancarie e (soprattutto) istituzionali, frutto spesso casuale e mediato sino alla esasperazione di scelte di governance.

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