L’intelligenza di Draghi, la pochezza dell’Europa

di Mario Seminerio – Il Tempo

Lo scorso 3 novembre, Mario Draghi inaugurava la sua presidenza della Banca centrale europea con un classico taglio del tasso chiave di politica monetaria. Un esile quarto di punto, nel mezzo della crisi più grave dall’avvio dell’era dell’euro, sotto la concreta minaccia che l’intero edificio fosse prossimo a crollare rovinosamente per gli errori marchiani della cosiddetta leadership europea e dell’egemone tedesco, ossessionato da un rientro dal deficit “senza se e senza ma”, che si sarebbe rivelato ferocemente pro-ciclico. Quel giorno in conferenza stampa Draghi fu molto attento a trasmettere l’immagine di banchiere centrale ortodosso e rispettoso dei trattati, e non poteva essere altrimenti.

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