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title: Passato, presente e futuro della difesa
url: https://epistemes.org/2012/01/13/passato-presente-e-futuro-della-difesa/
published: 2012-01-13T11:11:09+02:00
modified: 2012-01-13T11:11:09+02:00
author: Mario Seminerio
post_type: post
categories: [Andrea Gilli, Relazioni Internazionali]
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# Passato, presente e futuro della difesa

**di Andrea Gilli**

Nell[&#8216;intervista](https://epistemes.org/2012/01/13/andrea-gilli-su-radio-radicale/) di ieri su Radio Radicale, ho menzionato una contraddizione del nostro attuale modello di difesa: **per combattere i pirati in Somalia usiamo navi da oltre 500 milioni di euro. Navi che sono attrezzare per resistere all&#8217;attacco congiunto di missili e per combattere sottomarini nemici. Se va bene, il valore delle barche usate dai pirati è nell&#8217;ordine delle centinaia di dollari**. Esagerando possiamo pensare in termini di qualche migliaia di dollari, non di più.

Chiaramente c&#8217;è un problema. La contraddizione, per fortuna (?), non riguarda solo noi. **La Gran Bretagna sta mandando il suo *[Type-45](http://www.mod.uk/DefenceInternet/DefenceNews/MilitaryOperations/HmsDaringSetsSailOnMaidenDeployment.htm)* a combattere la pirateria. Una nave da un miliardo di £, 1,3 miliardi di €, spicciolo più spicciolo meno**. Per capirci, dopo gli *Arleigh Burke*-class cacciatorpedinieri americani che montano il sistema *AEGIS*, il *Type-45* è la nave più potente al mondo. Con il suo *Cooperative Engagement Capability* fonde le immagini e l&#8217;intelligence del gruppo di supporto per massimizzare la sua efficienza operativa. **Resta solo una domanda: quattro pirati mal vestiti e poco armati hanno davvero bisogno di tutte queste attenzioni? Il costo orarario di queste navi si aggira sulle centinaia di migliaia di euro.** Un po&#8217; come usare lo Chateau Petrùs per fare l&#8217;aceto.

Si potrebbe ovviamente suggerire di mandare navi più piccole: il problema è che navi di minori dimensioni possono accomodare meno personale, hanno minore autonomia e quindi finiscono per essere più limitate nella loro capacità di contrasto della pirateria. Mi sembra quindi che questo sia uno dei casi nei quali bisogna dare delle risposte adeguate: leggi, bisogna innovare. Il dato drammatico è che, almeno a leggere la stampa europea, nessuno riflette seriamente su questi temi.

**Tempo fa avevo ripreso il saggio di [Jim Hasick](https://twitter.com/#!/aa_gilli/status/146524815979839489)  sulle potenzialità di navi senza pilota per contrastare la pirateria. Ieri *[Danger Room](http://www.wired.com/dangerroom/2012/01/maritime-batmobile-hopes-to-combat-pirates-iran/)* è intervenuto a proposito raccontando nuovi sviluppi in questo senso**. In breve, l&#8217;Europa combatte la pirateria da quasi 5 anni. Non mi pare che ci siano state delle risposte industriali adeguate. Il dato grida vendetta per tre motivi:

&#8211; lo stato dei nostri bilanci pubblici, a livello europeo;

&#8211; lo stato delle forze armate europee;

&#8211; lo stato dei cantieri navali in Europa.

**Ci sarebbero tutte le ragioni per sviluppare soluzioni industriali innovative**. Oltretutto, queste potrebbero avere un enorme mercato estero. Queste però non sono arrivate. Lascio a chi legge le possibili interpretazioni:** i politici non vogliono soluzioni del genere che potrebbero definitivamente uccidere i nostri cantieri; i militari non vogliono navi senza pilota in quanto queste potrebbero decretare la fine di molti attuali programmi e la necessità di nuove riduzioni dei loro effettivi; l&#8217;industria non vuole queste soluzioni perchè, almeno l&#8217;industria navale esistente, non sarebbe in grado di rispondere adeguatamente**.

Non so quale risposta sia la peggiore.