Non passi il podestà straniero

Il Cav. sceglie un disastro fatto in casa

di Mario Seminerio – Libertiamo

La divulgazione della lettera inviata dalla Banca centrale europea al governo italiano lo scorso 5 agosto, al culmine dell’attacco speculativo contro il nostro paese da parte di mercati che hanno preso finalmente coscienza di quanto è vulnerabile un paese che ha lo stock di debito al 120 per cento di Pil e non cresce da un quindicennio (incastonato in una unione valutaria che proprio non vuol saperne di diventare unione politica, economica e fiscale), ha evidenziato contenuti largamente attesi. Altrettanto scontato il fatto che il nostro esecutivo avrebbe disatteso quelle indicazioni operative.

Continua a leggere “Non passi il podestà straniero”

Sul terrorismo suicida

di Mauro Gill

Sul Weekly Standard, Max Boot ha recensito l’ultimo libro di Robert Pape, Cutting the Fuse (scritto con James Feldman). Il precedente lavoro di Pape, Dying to Win, aveva ottenuto molto successo, sia nel mondo accademico americano, che sui giornali e le televisioni di tutto il mondo ((in Italia persino Lilli Gruber e Gianni Riotta ne parlarono). Per questo motivo vale la pena soffermarsi sia su quanto scritto da Pape, che sulla recensione di Boot, un noto editorialista.

Continua a leggere “Sul terrorismo suicida”

Crisi del debito, per le banche un buco da 350 miliardi

di Mario Seminerio – Linkiesta

Il valore netto degli attivi bancari degli istituti europei è arrivato ai minimi dal marzo del 2009. E se le banche dovessero valutare a prezzi di mercato i titoli di debito sovrano che hanno in portafoglio, “nessuna di esse riuscirebbe a sopravvivere”, come ha detto il capo di Deutsche Bank Joseph Ackermann. Che fare? Francia e Germania metteranno mano al portafoglio, visto che possono. E noi?

Continua a leggere “Crisi del debito, per le banche un buco da 350 miliardi”

Obama’s Jobs

di Mario Seminerio – Libertiamo

Barack Obama ha annunciato, davanti al Congresso, un nuovo pacchetto di stimoli fiscali mirati alla creazione di occupazione, l’American Jobs Act. Rispetto alle indiscrezioni della vigilia, il piano è del 50 per cento più ampio (circa 450 miliardi di dollari, il 3 per cento di Pil), e prevede una riduzione dei contributi in busta paga a carico di lavoratori e datori di lavoro (il cuneo fiscale). Per i lavoratori, che da quasi un anno stanno già beneficiando di un’aliquota ridotta dal 6,2 al 4,7 per cento sulle trattenute contributive, Obama vorrebbe un’ulteriore sconto al 3,1 per cento della busta paga. Uguale aliquota pagherebbero i datori di lavoro, con tetto di 5 milioni di dollari di monte salari.

Continua a leggere “Obama’s Jobs”

Se nella Bce restano solo le colombe

di Mario Seminerio – Il Tempo

L’uscita dell’ultraortodosso monetarista Jurgen Stark dalla Banca centrale europea, senza che da Berlino sia giunto un solo refolo, ma “solo” lo spiffero della probabile nomina del socialdemocratico Joerg Asmussen, vice di Wolfgang Schaeuble alle Finanze, deve fare riflettere. Se la nomina di Asmussen sarà confermata, avremo con essa un ulteriore atto del cammino asperrimo che il governo tedesco sta compiendo sulla strada della presa di coscienza che il destino della Germania è quello della moneta unica.

Continua a leggere “Se nella Bce restano solo le colombe”

Tedeschi scettici d’Europa

di Mario Seminerio – Il Tempo

I mercati finanziari stanno vivendo una delle settimane più difficili dall’inizio di questa crisi epocale, finora drammaticamente fraintesa dai politici e dai banchieri. La pressione sul nostro paese aumenta in parallelo alla riduzione delle speranze che la Grecia eviti il default, dopo l’ennesima ammissione di un ulteriore sforamento dei conti di Atene, nel circolo vizioso di austerità che causa depressione che a sua volta causa austerità. Ma il nostro paese ne mette anche del suo, con una manovra surreale ed in continuo divenire, che ha ormai fatto perdere la pazienza a mercati, cancellerie e Banca centrale europea.

Continua a leggere “Tedeschi scettici d’Europa”