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Andrea Gilli Relazioni Internazionali

Libia, tre mesi dopo. Chi aveva ragione?

di Andrea Gilli

Tre mesi fa dicevo che la guerra in Libia sarebbe difficilmente finita presto, che la nostra supremazia aerea non avrebbe assicurato la vittoria, che i profughi sarebbero aumentati anche per metterci pressione, e ridurre il nostro coinvolgimento militare. Più tardi ragionavo sul fatto che, senza truppe sul terreno, le possibilità di rivoltare il regime di Gheddafi sarebbero rimaste basse. Un attore istituzionale mi ha avvicinato a marzo chiedendomi un’analisi della guerra. Non posso riprodurre qui il testo, ma anche in quella circostanza sottolineavo come, il risultato della missione sarebbe dipeso dal coinvolgimento americano.

Tre mesi dopo non mi sembra difficile dire chi aveva torto e chi aveva ragione. Intanto, l’Italia, ha nuovamente cambiato posizione: dal dire che Gheddafi era minacciato da al-Qaeda (febbraio), siamo arrivati ad attaccarlo per fermare la tragedia umanitaria (marzo). Nel frattempo, una nostra forza di governo suggeriva di bombardare i barconi pieni di clandestini (aprile) e ora chiediamo di fermare le ostilità per interrompere la crisi umanitaria (giugno).

Continua a valere sempre la stessa regola: andiamo in guerra per far bella figura e riusciamo a rimediare figure ancora peggiori. Forse vale la pena di smettere.

Di Mario Seminerio

Nato a Milano. Laureato all'Università Bocconi. Ha venticinque di esperienza presso istituzioni finanziarie italiane ed internazionali, dove ha ricoperto ruoli di portfolio manager, analista macroeconomico e portfolio advisor. Attualmente responsabile investimenti di un'importante corporate italiana. Giornalista pubblicista, collabora o ha collaborato con Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, il Tempo, Linkiesta.it. A ottobre 2012 ha pubblicato il libro "La cura letale" (Rcs-BUR), sulla crisi di debito sovrano in Eurozona ed il futuro dell'Italia. Ogni sabato dalle 8 alle 10 conduce, con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè e Renato Cifarelli, la trasmissione "Le Belve", su Radio Capital.

6 risposte su “Libia, tre mesi dopo. Chi aveva ragione?”

Credo che ormai ci sia resi conto che occorre ricercare una via d’uscita dignitosa (annullamento del regime di Gheddafi) ed a basso costo (per via diplomatica e non più militare). Altre soluzioni sono insostenibili e, soprattutto, stanno rivelando delle palesi debolezze strutturali.
Non ci siamo imbarcati in una impresa da mediocri; direi che non abbiamo saputo gestire una crisi che andava contenuta (e risolta) molto prima. Ed è palese nel come è stato organizzato l’intervento militare…avete mai visto vincere una guerra ricorrendo al solo potere aereo???

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