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title: La politica estera americana e la promozione della democrazia
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published: 2011-05-23T09:00:39+02:00
modified: 2011-05-23T09:00:39+02:00
author: Mario Seminerio
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categories: [Mauro Gilli, Relazioni Internazionali]
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# La politica estera americana e la promozione della democrazia

**di Mauro Gilli**

&#8220;Wherever the standard of freedom and Independence has been or shall be unfurled, there will [America&#8217;s] heart, her benedictions and her prayers be. But she goes not abroad, in search of monsters to destroy. She is the well-wisher to the freedom and independence of all. She is the champion and vindicator only of her own.&#8221; **[John Quincy Adams](http://www.presidentialrhetoric.com/historicspeeches/adams_jq/foreignpolicy.html)**, 1821.

Quello riportato è probabilmente uno dei più citati passaggi mai pronunciati da un presidente Americano, insieme ai celeberrimi &#8220;*Tear down this wall*&#8221; di **Ronald Reagan** e &#8220;*Ich bin ein Berliner*&#8221; di **John Fitzgerald Kennedy** (JQA lo pronunciò però prima di diventare presidente, quando era ancora Segretario di Stato). Ciò non deve sorprendere. Gli Stati Uniti, per tutta la loro storia, hanno sempre incoraggiato i movimenti democratici e si sono sempre schierati a favore della libertà. Allo stesso tempo, però, **la loro politica estera è stata dettata da una forte dose di pragmatismo**. Là dove la libertà e la democrazia avrebbero sollevato possibili rischi per gli interessi economici o strategici americani, le benedizioni di Washington si fermavano.

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