Il mensile – Aprile 2011

Economia Stretti nella morsa tra tagli fiscali e inflazione Le correzioni di Tremonti, il best seller del nostro declino Sarkò si arrende alla patrimoniale La Germania è più indebitata di noi, ma non c’è da esultare Come si dice subprime in Cina Il Gop gioca coi numeri Ripartono tutti tranne noi, solo l’Inps non lo …

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Libia: una guerra senza strategia

di Andrea Gilli

Il disastro dell’operazione militare in Libia è evidente guardando un solo dato. L’operazione era partita per fermare l’uso arbitrario e indiscriminato della forza da parte di Gheddafi contro la sua popolazione. Due giorni fa, la NATO ha sferrato un attacco contro il quartier generale di Gheddafi. Un attacco che, se non è indiscriminato (50 vittime), di sicuro mostra l’arbitrarietà dell’uso della forza. Se non è legittimo bombardare la propria popolazione civile, bisogna quanto meno chiedersi quanto lo sia bombardare un capo di Stato che sta combattendo una guerra civile.

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Stretti nella morsa tra tagli fiscali e inflazione

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

L’ultimo dato di inflazione, riferito al mese di marzo, segna curiosamente lo stesso risultato numerico sui due lati dell’Atlantico. Il 2,7 per cento su base annua per l’Eurozona, altrettanto per gli Stati Uniti. Eppure, mentre la Banca centrale europea ha iniziato ad alzare i tassi, la Fed di Ben Bernanke non dà segno di voler intraprendere presto la stessa strada. Dietro lo stesso numero ci sono situazioni e valutazioni differenti delle due banche centrali.

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Le correzioni di Tremonti, il best seller del nostro declino

di Mario Seminerio – Libertiamo

L’inventore del solve et repete dichiara solennemente che non si debbono vessare le imprese con troppi accertamenti, scatenando l’abituale fiume d’inchiostro sul nulla. In effetti, si potrebbero concentrare nello stesso arco temporale gli accertamenti compiuti da più soggetti della pubblica amministrazione, un’idea così geniale che Tremonti ha deciso di tenerla opportunamente in serbo per i fuochi d’artificio pre-elettorali.

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Sarkò si arrende alla patrimoniale

Non è facile ‘affamare la bestia’

di Mario Seminerio – Libertiamo

Alla fine, Nicolas Sarkozy ha capitolato, dietro pressione della sua maggioranza parlamentare. Lo scudo fiscale, che tanto aveva solleticato la fantasia del centrodestra italiano e dei suoi supporter, viene eliminato. Per contro, la patrimoniale (Impôt de Solidarité sur la Fortune, ISF), non viene soppressa, come invece auspicava Sarkozy, ma alleggerita nel gettito, con compensazione a carico dell’imposta di successione. C’è qualche lezione da apprendere, in queste decisioni.

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La Germania è più indebitata di noi, ma non c’è da esultare

di Mario Seminerio – Linkiesta

Prosegue la “grande rimonta” del nostro paese. Il prossimo 26 aprile Eurostat diffonderà una nuova radiografia del debito in rapporto al Pil. E siccome è arrivato il tempo di contabilizzare anche la bad company che ha raccolto i debiti tossici delle banche, la Germania dovrebbe risultare messa peggio di noi. Solo che le risorse del sistema tedesco per reagire a queste cattive notizie, restano assai più solide delle nostre.

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Come si dice subprime in Cina

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi, la People’s Bank of China ha portato al 20 per cento il coefficiente di riserva obbligatoria, cioè la quota di incremento dei depositi che le banche commerciali devono versare alla banca centrale. Ma queste manovre di apparente stretta monetaria, che si affiancano a quella amministrativa di razionamento del credito, si stanno dimostrando poco più che una finzione, perché i debitori riescono agevolmente ad aggirare le restrizioni, con la benevola negligenza delle autorità di un paese che sembra inesorabilmente destinato a vedere giungere al pettine i nodi delle contraddizioni della propria tumultuosa crescita.

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Il Gop gioca coi numeri

A salvare l’America non sarà il libro dei sogni di Paul Ryan

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nei giorni scorsi, i Repubblicani della Camera dei Rappresentanti hanno illustrato, per voce del presidente del Budget Committee, Paul Ryan, un piano di lungo termine di risanamento fiscale che, secondo i proponenti, dovrebbe produrre in un decennio una riduzione di deficit pari a 1600 miliardi di dollari. Visto da vicino, il piano Ryan appare soprattutto un libro dei sogni, impreziosito da furbizie contabili sorrette da assunzioni irrealistiche, ed un impianto generale fortemente regressivo.

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Ripartono tutti tranne noi, solo l’Inps non lo dice

di Mario Seminerio – Linkiesta

L’Ocse segnala che le previsioni per l’economia mondiale sono molto migliorate. Ripartono Gran Bretagna, Francia e Germania. E noi? Noi no. “Paese a sostanziale non crescita”, come certificano anche i dati della Cassa Integrazione Guadagni che, progressivamente, è andata a gonfiare i numeri della Cassa in deroga. Ieri dall’Inps arrivavano spiegazioni imbarazzate, mentre sarebbe tempo di ammettere che certe sacche di crisi sono irrecuperabili.

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Formidabile, quell’Iri. Le nostalgie di Tremonti sanno di muffa

di Mario Seminerio – Libertiamo

Di Silvio Berlusconi conosciamo ormai da tempo i tic: la personalità egolatrica, la propensione a reinterpretare la realtà, eufemisticamente parlando. Possiamo affermare di conoscere altrettanto bene il carattere di Giulio Tremonti? Sappiamo che l’uomo ha una robusta vocazione ai grandi disegni storici, quelli da immortalare sulle lavagne in magniloquente simbiosi con gli Scalfari ed i Bertinotti. Tremonti è proteiforme, è quella tesi ed antitesi che un’era geologica addietro rimproverava alla sinistra di essere: è liberista ma anche colbertista, federalista ma anche centralista. Vede ovunque zavorre a carico del nostro paese, perché cresceremmo di più se avessimo il nucleare ma anche se non lo avessero (più) gli altri.

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