Il mensile – Marzo 2011

Economia Il vero Iraq di Obama è la disoccupazione Gheddafi si, i francesi no ‘Partita di raggiro’. Tremonti confisca il Tfr e nasconde il debito La diagnosi (pericolosa) della Bce sulla crisi del debito pubblico Relazioni Internazionali La politica estera tedesca dell’ultimo anno Promemoria sulla guerra in Libia Sull’Unità d’Italia L’Unità d’Italia, il Risorgimento e …

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Il vero Iraq di Obama è la disoccupazione

di Mario Seminerio – Linkiesta

Non bastasse una situazione internazionale infuocata, il Presidente degli Stati Uniti si trova a fronteggiare una situazione economica interna davvero complicata. A dicembre ha ottenuto il via libera dei Repubblicani ad un allungamento dei sussidi per la disoccupazione, in cambio di esenzioni fiscali fatte da Bush e ora confermate. Il risultato è un deficit aggiuntivo di 900 miliardi, mentre continuano ad esserci 5 disoccupati ogni nuova posizione lavorativa offerta.

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Gheddafi si, i francesi no

Così il governo, contro l’Italia, difende l’italianità delle imprese

di Mario Seminerio – Libertiamo

Dopo l’acquisto di circa il 29 per cento di Parmalat da parte dei francesi di Lactalis, è partita la consueta geremiade di lamentazioni da parte di politici e sindacalisti. Siamo improvvisamente diventati un paese strategico, in ogni settore. E mentre Giulio Tremonti studia come farsi mandare a stendere dalla Ue nel tentativo di ostacolare acquisizioni estere di imprese italiane, cerchiamo di capire se le cose stanno esattamente come ci sono state presentate.

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Sull’Unità d’Italia

di Mauro Gilli

Negli ultimi mesi, su Epistemes ho trattato alcune delle controversie relative all’unificazione italiana. Senza alcuna presunzione di avere certezze e risposte rispetto a problemi complicati e domande difficili, ho cercato di analizzare il processo storico che ha portato alla formazione dello Stato Italiano e alla creazione di una nazione italiana, affrontando così anche le critiche rivolte al progetto unitario portato avanti da Cavour e Garibaldi. Poiché domani, dopo tante controversie, arriva l’anniversario dell’Unità d’Italia, voglio qui riprendere questi contributi e fare un punto della situazione.

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‘Partita di raggiro’. Tremonti confisca il Tfr e nasconde il debito

di Mario Seminerio – Libertiamo

Il 25 novembre 2005  il governo Berlusconi approvò la riforma della previdenza complementare, che regola la destinazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) ai fondi pensione complementari, tramite il meccanismo del silenzio-assenso in base al quale, dal primo gennaio 2007, il lavoratore dipendente deve scegliere se mantenere il Tfr nella sua forma attuale oppure destinarlo alla costruzione di una pensione integrativa, versandolo ai fondi pensione (sia di categoria che aperti).

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L’Unità d’Italia, il Risorgimento e il patriottismo italiano

di Mauro Gilli

In questo articolo voglio soffermarmi sul senso di appartenenza alla nazione italiana, argomento tornato alla ribalta dopo la performance di Roberto Benigni al Festival di Sanremo. Secondo alcuni, l’Italia e gli italiani non esisterebbero. Lo Stato Italiano e il nazioanlismo italiano sarebbero una creazione anti-storica che colpevolmente ignora le differenze tra i mille campanili della nostra penisola. E’ questa la tesi, ad esempio, di un articolo di Fabrizio Rondolino pubblicato su The Front Page, estratto dal suo libro intitolato appunto L’Italia non esiste.

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L’Italia, le differenze tra gli Italiani e l’Unità

di Mauro Gilli

Torno ad occuparmi dell’Unità d’Italia. In questo articolo voglio affrontare una questione importante: le differenze tra i diversi popoli che abitavano la penisola italiana prima dell’Unità. Una delle critiche generalmente rivolte al progetto unitario è di aver unito popoli diversi, con usi e costumi diversi. Questo sarebbe il peccato originale che avrebbe compromesso il processo di unificazione. Ignorando queste differenze, secondo i critici, Cavour, Mazzini e Garibaldi finirono per costruire un edificio con fondamenta di cartapesta. Allo stesso tempo, calpestarono e cancellarono anche culture e popoli che avrebbero preferito non assimilarsi al Regno di Sardegna.

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