Il mensile – Febbraio 2011

Economia Chi paga i tagli di Obama Vade retro Bruxelles: Tremonti esorcizza ma non scongiura il ‘rischio patrimoniale’ Inflazione da materie prime: rischio per la ripresa globale? Sfatiamo i miti sulla politica economica di Reagan I parolai dell’economia Relazioni Internazionali Cosa succede in Libia e come aiutare il popolo libico Cosa succede in Libia L’Italia … Continua a leggere Il mensile – Febbraio 2011

Chi paga i tagli di Obama

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi Barack Obama ha presentato il progetto di bilancio federale da 3700 miliardi di dollari che dovrebbe ridurre il deficit statunitense di 1100 miliardi di dollari in un decennio. Il piano è già stato considerato insufficiente dai Repubblicani, i quali tuttavia restano su posizioni molto ambigue riguardo le aree in cui operare dei tagli. La corsa alle presidenziali del 2012 è così cominciata, e Obama non appare più così sfavorito.

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Cosa succede in Libia e come aiutare il popolo libico

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

Poiché iniziano a girare storie fantasiose su come aiutare il popolo libico, è bene essere chiari a proposito. Se lo vogliamo aiutare, l’unico vero modo è attaccando gli aeroporti e le basi militari della Libia, così da distruggere o per lo meno limitare la capacità di Gheddafi di “punire” i rivoltosi e il popolo inerme. Tutte le altre strategie possono farci sentire meglio, ma serviranno a poco.

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Vade retro Bruxelles: Tremonti esorcizza ma non scongiura il ‘rischio patrimoniale’

di Mario Seminerio – Libertiamo

Ancora una volta, un meeting internazionale (questa volta quello del G20) ha prodotto un comunicato di quattro pagine, sul quale hanno indefessamente lavorato per tre giorni e tre notti le delegazioni dei paesi partecipanti, nel quale ci si dice sostanzialmente d’accordo su quali saranno i criteri su cui cercare un accordo…al prossimo meeting!

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L’Italia e il processo di formazione degli stati nazionali

di Mauro Gilli

Il centocinquantesimo anniversario della fondazione dell’Italia si avvicina. In questo clima, è inevitabile che alcuni politici, probabilmente in cerca di attenzioni che altrimenti non potrebbero ricevere, usino questo evento per fare un po’ di sana quanto inutile polemica. Poiché le stupidaggini, se ripetute, finiscono per essere poi prese per verità, è bene fare chiarezza. Avevo già trattato l’unificazione italiana in questo precedente articolo. Qui voglio aggiungere alcune ulteriori considerazioni.

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Inflazione da materie prime: rischio per la ripresa globale?

di Mario Seminerio

Il recente andamento delle materie prime ricorda quello del 2008. Il prezzo del petrolio è oggi ai massimi dall’ottobre di quell’anno, intorno ai 100 dollari al barile. I prezzi agricoli mondiali sono tornati al picco di luglio 2008. I prezzi del rame, che da inizio novembre sono balzati del 17 per cento, sono ai massimi di tutti i tempi. I recenti aumenti riflettono i ridotti timori riguardo le prospettive economiche globali, aiutate dalla Federal Reserve, che sta attuando proprio da novembre dello scorso anno il secondo round di easing quantitativo.

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Le rivolte in Africa e Medio Oriente e la “freedom agenda” di George W. Bush

di Mauro Gilli

Secondo alcuni opinionisti, i recenti avvenimenti in Africa del Nord e Medio darebbero ragione all’ex presidente americano George W. Bush e alla sua “freedom agenda“. E’ bene essere chiari, perché spesso, a forza di ripetere una storia, ci si convince che sia vera. Non solo le recenti sommosse popolari non danno ragione alla “freedom agenda”, ma dimostrano anche come essa fosse logicamente sbagliata. Arrivare alla conclusione opposta, come ha fatto per esempio Steven Carter su Newsweek, significa essere in malafede o avere seri problemi con la logica.

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Sfatiamo i miti sulla politica estera di Reagan

di Mauro Gilli

Cento anni fa nasceva Ronald Reagan, il presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1988. A Chicago, alcuni esponenti di primo piano del partito repubblicano si sono ritrovati per celebrare questo evento (Reagan era nato in Illinois). In Italia, analogamente, molti celebreranno la memoria di quel presidente che, per motivi diversi, è stato uno dei più controversi della storia americana.

Colgo l’occasione per sfatare alcuni miti, ormai molto popolari, a proposito della politica estera di Reagan. Mi voglio concentrare su due in particolare: il ruolo di Reagan nel far crollare l’Unione Sovietica; e il suo contributo alla promozione della democrazia.

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