L’accordo Franco-Britannico sul nucleare – Stratfor ha torto

di Andrea Gilli

E’ notizia di ieri che Francia e Inghilterra coopereranno maggiormente nel campo degli armamenti nei prossimi anni. La cooperazione si estenderà addirittura al nucleare.

Tornerò su questo tema nei prossimi giorni. Per il momento, mi sembra il caso di contraddire quanto sostiene Stratfor.

Secondo la popolare azienda di intelligence, la mossa franco-inglese sarebbe una reazione al ruolo crescente che la Germania starebbe adottando in Europa.

Se qui c’è un fan di Kenneth Waltz, sono io. Però, a volte, non bisogna farsi prendere troppo dalle fantasie. Ipotizzare spirali di equilibrio di potenza, in Europa, tra Francia, Germania e Inghilterra, mi pare al limite del ridicolo.

L’accordo di cooperazione tra Francia e Inghilterra ha delle sue ragioni che sono indipendenti dalla Germania.

In primo luogo, Francia e Inghilterra sono i primi due Paesi per spesa in difesa in Europa. Quindi se si vuole davvero cooperare per ottenere dei veri risparmi, la cooperazione non può che essere tra Parigi e Londra.

In secondo ruolo, Francia e Inghiterra hanno i due più grandi e moderni eserciti europei. Dunque una loro sincronizzazione è quella che può portare maggiori e migliori vantaggi. La Germania, al contrario, ha molte meno truppe all’estero, svolge operazioni a minore intensità, e dunque, paradossalmente, sarebbe molto più difficile come punto di cooperazione.

Infine, Francia e Inghilterra hanno una pluralità di piattaforme su cui cooperare. Piattaforme tanto costose quanto assenti nell’arsenale tedesco. Infatti, la Germania non ha portaeree. La Germania non ha missili nuclearisottomarini nucleari. Non a caso, questi sono tra i capitoli di spesa più grandi per entrambi i Paesi e, appunto, i capitoli sui quali la cooperazione si vuole concentrare.

A volte la realtà è più semplice di quello che sembra.

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