Il mensile – Novembre 2010

Economia La lezione irlandese per il debito dell’Italia Squilibri macroeconomici globali e la politica internazionale Arricchitevi. Di carta. Parola di Bernanke Il rigore tedesco che minaccia l’Italia Relazioni Internazionali Le (non-)notizie di WikiLeaks Perché la Corea del Nord attacca il sud? Il summit NATO: sperando che i cerotti tengano… L’accordo Franco-Britannico sul nucleare – Stratfor …

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Perché la Corea del Nord attacca il sud?

di Andrea Gilli

Sull’attacco d’artiglieria iniziato ieri dalla Corea del Nord contro la Corea del Sud è ancora presto per dare spiegazioni definitive. In questo breve post cerco di ragionare sull’accaduto. In primo luogo, bisogna considerare che il Paese è particolarmente arretrato, retto da una burocrazia sclerotica e inefficiente, e quindi non si può escludere che la lettura che i policy-makers nordcoreani danno della politica internazionale sia fondamentalmente deviata, sviata e viziata.

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La lezione irlandese per il debito dell’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Con la capitolazione dell’Irlanda, che riceverà aiuti da Unione europea, Fondo Monetario Internazionale e Regno Unito, si apre la seconda fase della crisi di euro-debito, dopo le misure adottate mesi addietro per isolare la Grecia dai mercati per un triennio, nell’attesa che il risanamento proceda. La radice della crisi irlandese è data dal peso delle perdite su crediti immobiliari sul bilancio del sistema bancario del paese. Non è servito a nulla avere creato una struttura (la NAMA) preposta a rilevare i crediti dalle banche a prezzo scontato e successivamente ricapitalizzare le banche, per salvarle dall’insolvenza indotta dalle minusvalenze causate dai crediti tossici.

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Il summit NATO: sperando che i cerotti tengano…

di Andrea Gilli

Il nuovo concetto strategico elaborato al Summit di Lisbona dalla NATO appare per quel che è: un tentativo mal riuscito di dare una missione ad una organizzazione che ormai non ha più ragione di essere. In altre parole, un tentativo di tenere unita con i cerotti un’organizzazione che non è più unita da alcunchè. E se qualcuno ha voluto trovare dei lati positivi nel nuovo documento rilasciato è perchè quel documento non lo ha letto, oppure non l’ha capito. Da questo punto di vista, il summit di Lisbona ricorda molto il vertice di Porto Alegre contro la globalizzazione di qualche anno fa.

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Squilibri macroeconomici globali e la politica internazionale

di Mauro Gilli

Nelle ultime settimane la tensione tra Cina e Stati Uniti sulle rispettive politiche macroeconomiche e monetarie è cresciuta ulteriormente, portando molti giornali e commentatori a parlare di una possibile “guerra tra valute” – una corsa alla svalutazione competitiva volta ad aumentare le esportazioni e diminuire le importazioni. Al vertice di Seul del G20 conclusosi oggi, i capi di stato delle venti economie più avanzate del pianeta non sono riusciti a trovare un compromesso per ribilanciare gli squilibri macroeconomici, e hanno rinviato la decisione al prossimo anno. Da cosa deriva la difficoltà di trovare un accordo?

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Arricchitevi. Di carta. Parola di Bernanke

di Mario Seminerio – Libertiamo

La Fed ha parlato: parte la fase due dell’easing quantitativo, con acquisti diretti di Treasuries da parte della banca centrale americana per 600 miliardi di dollari, da qui a giugno 2011, a cui si aggiungeranno circa altri 300-350 miliardi del cosiddetto QE Lite, cioè il reinvestimento in titoli di stato di cedole e capitale rimborsato sulle cartolarizzazioni ipotecarie detenute dalla stessa Fed.

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Il rigore tedesco che minaccia l’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi, a seguito delle pressioni franco-tedesche, i ventisette membri dell’Unione europea hanno accettato di emendare il Trattato di Lisbona per rendere permanente il Fondo Europeo di Stabilizzazione Finanziaria (che oggi ha scadenza al 2013), e di prevedere una “procedura ordinata” di ristrutturazione del debito pubblico degli stati della zona Euro. E proprio queste decisioni rischiano di innescare un fenomeno tellurico entro l’Eurozona, di cui anche il nostro paese potrebbe fare le spese.

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