Aggressione a Capezzone: il rischio del ritorno della violenza politica in Italia

3 pensieri su “Aggressione a Capezzone: il rischio del ritorno della violenza politica in Italia”

  1. d’accordo sulla sostanziale comune responsabilità di centrodestra e centrosinistra nella gestione del paese negli ultimi 16 anni.

    farei però solo una differenza: il centrodestra non voleva l’entrata nell’Euro e la conseguente disciplina di bilancio.

    a parte le scuse e i distinguo bisogna riconoscere come larghe porzioni del blocco sociale leghista e FI (ora PDL) fossero legate alla rendita dei titoli di stato e alle esportazioni basate su svalutazione.

    visto che l’adesione all’Euro è forse l’unica vera riforma fatta in italia in 50 anni ci tenevo a sottolinearlo.

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  2. Ennesimo articolo denso di banalità e luoghi comuni. Complimenti al documentatissimo giornalista.

    “L’Italia rimane un paese dove l’ascensore sociale è fermo. I figli dei notai intraprendono la carriera dei notai. Lo stesso vale per commercialisti, avvocati, farmacisti, etc.”

    Io conosco migliaia di gente che lavora in banca il cui figlio ne prende il posto, benzinai, panettieri, elettricisti, idraulici, meccanici, artigiani, imprenditori ecc. che sono figli di genitori che facevano lo stesso lavoro. Giornalisti, ebbene si, pure giornalisti…gli esempi si sprecano, come ben saprà il Nostro.

    E basta con questa stupidaggine dell’ascensore sociale bloccato! E’ assolutamente normale che un figlio segua le orme del padre, soprattutto potendone sfruttare conoscenze ed esperienza. Sa cos’è il know how? Se mio padre ha tali conoscenze è ovvio che io, a differenza di chi non può usufruirne, me ne avvantaggi; ma questo è una conseguenza del tutto normale, altro che evocare ascensori.

    Io sono un professionista, figlio di umili operai. Mi sono fatto un mazzo così per raggiungere la mia posizione ed ora leggo queste stupidaggini.

    Veramente non se ne può più. La prego, se vuole fare bene il suo lavoro, concentri le sue attenzioni sui veri problemi del paese e non su queste fesserie.
    Altro che ascensori!!!

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  3. Caro Fulvio,
    grazie per il suo commento. Capisco che a volte la logica possa essere ostica, ma con un minimo di sforzo in più lei si sarebbe potuto evitare una magra figura.

    Mi fa piacere sapere che lei conosca “migliaia di gente [sic] che lavora in banca il cui figlio ne prende il posto [sic sic], benzinai, panettieri, elettricisti, idraulici, meccanici, artigiani, imprenditori ecc. che sono figli di genitori che facevano lo stesso lavoro [ri-sic].”, ma non riesco proprio a capire cosa c’entri tutto ciò con la discussione qui sopra. Forse potrà spiegarmelo meglio, senza tanti errori di grammatica, al secondo tentativo.

    Per quanto riguarda il riferimento ai giornalisti, se voleva essere un colpo basso la informo che non è riuscito: non sono un giornalista, nessuno della mia famiglia fa o ha fatto questo mestiere e – non meno importante – non vivo neanche in Italia, come avrebbe potuto constatare lei stesso se avesse guardato il sito, invece di farsi sopraffare dalla voglia di inscenare una polemica inutile (dico questo giusto per darle la dimensione di quanto abbia preso male la mira).

    Inoltre, il fatto che lei parli di idraulici, falegnami, panettieri, etc. quando nel mio articolo parlavo di farmacisti, commercialisti, avvocati e notai, la dice lunga su quanto lei abbia travisato il senso dell’articolo. Non altro perchè non vi sono barriere legali all’ingresso per le professioni che lei menziona, se non quelle minime per poter aprire una partita iva. Relativamente al trasferimento di “know how”, le professioni da me citate richiedono invece conoscenze tecniche che si apprendono all’università. Quindi il suo ragionamento non ha proprio senso.

    Infine, lei scrive: “Io sono un professionista, figlio di umili operai. Mi sono fatto un mazzo così per raggiungere la mia posizione ed ora leggo queste stupidaggini.” Non voglio sembrare intruisivo nel ricordarle che non è obbligatorio leggere le mie stupidaggini. Per il futuro, se proprio non potrà farne a meno e vorrà tornare a commentare, le consiglio però, oltre agli errori di grammatica, di eliminare anche i “non-sequitur”.

    MG

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