Preavviso di burrasca

di Mario Seminerio

La Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), in coordinamento con le altre agenzie che compongono il Financial Institutions Examination Council, ha pubblicato ieri un avviso che ricorda che i supervisori si attendono dagli intermediari finanziari l’applicazione di solide pratiche di gestione del rischio di tasso d’interesse. Nell’attuale contesto di tassi d’interesse storicamente bassi, sostiene la FDIC, è importante che le istituzioni finanziarie abbiano robusti processi per misurare e, ove necessario, mitigare la loro esposizione a potenziali aumenti dei tassi d’interesse.

Nell’attuale congiuntura, finanziare attivi a lungo termine con passività a breve (il cui costo è prossimo allo zero) sta aiutando le banche a produrre rilevanti utili, ma pone anche rischi per il capitale e gli utili delle istituzioni coinvolte. Il tema è delicato, visto anche il nervosismo con il quale i mercati tendono ad accogliere dichiarazioni di banchieri centrali che segnalano l’esigenza di rimuovere l’enorme espansione monetaria attuata negli ultimi due anni.

Al succedersi di dati congiunturali favorevoli, il mercato tenderà ad aumentare i rendimenti obbligazionari, scontando non solo la fine del quantitative easing, ma anche l’inizio di un ciclo esplicito di restrizione monetaria. A quel punto, i mercati azionari potranno prendere coscienza che gli utili futuri devono essere scontati a tassi ben più elevati, e di conseguenza potrebbero rettificare al ribasso le quotazioni, anche in modo violento.

Non bisogna dimenticare che l’attuale ripresa è frutto soprattutto del ciclo delle scorte, mentre gli investimenti languono ed i consumi stanno tentando di stabilizzarsi su livelli comunque depressi. Ecco perché è lecito continuare a chiedersi  se questa ripresa avrà le gambe.

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