Il mensile – Dicembre 2009

Economia I livelli della crisi Dopo la crisi: per la sostenibilità fiscale serviranno comunque più tasse? Relazioni Internazionali Crisi in Iran: cosa fare? Niente. Lettera a Babbo Natale: meritocrazia e successo, il futuro dell’Italia L’A400M spicca il primo volo: una valutazione Lo stato di necessità di Obama Afghanistan: qualcosa non torna (RQ-170 Sentinel) Continua a leggere Il mensile – Dicembre 2009

Crisi in Iran: cosa fare? Niente.

di Andrea Gilli

Da alcuni giorni, l’Iran è nuovamente attraversato da manifestazioni generali in quasi tutte le sue maggiori città. Il disappunto creato dal risultato delle elezioni di giugno, le ristrette condizioni economico-sociali del Paese, e la recente scomparsa dell’Ayatollah Montazeri sono alla base della nuova ondata di proteste.

Su quotidiani e siti di informazione, torna la domanda: cosa fare? La nostra risposta, proprio come a giugno, è la stessa: niente.

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I livelli della crisi

di Mario Seminerio

Nei giorni scorsi è stato pubblicato un Occasional Paper della Banca d’Italia, intitolato “La crisi internazionale e il sistema produttivo italiano: un’analisi su dati a livello di impresa“, di Matteo Bugamelli, Riccardo Cristadoro e Giordano Zevi. Il lavoro esamina le conseguenze per il sistema produttivo italiano della crisi economica e finanziaria internazionale iniziata nel 2007 con un approccio contemporaneamente macro e micro, utilizzando cioè sia dati aggregati di contabilità nazionale che informazioni a livello d’impresa desunte dall’indagine sulle imprese industriali e di servizi (Invind) condotta annualmente dalla Banca d’Italia. Tra le risultanze della ricerca, ne spicca soprattutto una: i livelli della produzione industriale italiana sono tornati indietro, a causa della crisi, di quasi 100 trimestri.

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Lettera a Babbo Natale: meritocrazia e successo, il futuro dell’Italia

di Andrea Gilli

Nelle ultime settimane, alcuni episodi di cronaca sociale (se il termine esiste, ma non saprei altrimenti come identificare questi fenomeni) hanno avuto una certa risonanza in Italia. Prima Pier Luigi Celli, direttore della LUISS-Guido Carli, ha scritto una lettera al figlio, suggerendogli la via estera per raggiungere i suoi obiettivi. Poi Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia, ha scritto al figlio: il consiglio non era di andare via dall’Italia, ma di impegnarsi al massimo e di agire sempre con responsabilità e onestà. Nel frattempo, il telegiornale Studio Aperto, ha dimostrato come l’esame di Stato per diventare avvocato, tenutosi di recente a Roma, fosse un imbroglio generalizzato. Quasi simultaneamente, ad un concorso pubblico nella città di Orbetello, nessun candidato è stato selezionato per via dell’imbarazzante ignoranza che tutti gli ammessi hanno mostrato nelle prove scritte. In questo vortice di notizie, si aggiunge la proposta avanzata a fine novembre dal governo di ridurre l’accesso alle professioni legali.

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Lo stato di necessità di Obama

di Mario Seminerio

In un recente editoriale sul Washington Post, scritto con Dan Blumenthal, Robert Kagan assume una posizione critica verso l’atteggiamento di Barack Obama nei confronti delle potenze regionali (o aspiranti globali) della zona eurasiatica, Russia e Cina. In entrambi i casi, Kagan denuncia l’esistenza di una politica obamiana di accommodation (per non definirla più esplicitamente appeasement). Nei confronti della Russia, tale accomodamento si sarebbe realizzato nella accettazione della presenza di truppe di Mosca sul suolo georgiano e, soprattutto, nell’aver in qualche modo “tradito” le attese dei paesi dell’ex Patto di Varsavia, rinunciando al dispiegamento di postazioni fisse di missili intercettori.

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Dopo la crisi: per la sostenibilità fiscale serviranno comunque più tasse?

di Mario Seminerio

Mercoledì il governo irlandese ha presentato la manovra di bilancio per il 2010 del paese europeo finora più colpito dalla crisi finanziaria globale. E’ utile analizzare da vicino gli interventi previsti dal governo di Dublino perché il prossimo anno si presenta come particolarmente impegnativo per i governi, che dovranno tentare di recuperare un sentiero di disciplina fiscale in un contesto di crescita economica che, pur se in ripresa, non appare particolarmente vigorosa, e renderà quindi tutto più difficile.

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Afghanistan: qualcosa non torna (RQ-170 Sentinel)

di Andrea Gilli

Negli ultimi giorni è successo qualcosa di strano in Afghanistan. Un sito di informazione francese ha pubblicato la foto di un velivolo mai visto prima e di cui nessuno sapeva nulla. Di fronte all’evidenza, l’USAF ha confermato l’esistenza del programma segreto: si tratta del RQ-170 Sentinel. Uno UAV prodotto da Lockheed Martin. Quale sarebbe il problema?

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