La politica estera italiana – un anno dopo

di Andrea e Mauro Gilli

Un anno fa, all’indomani delle elezioni politiche nel nostro paese, Epistemes, insieme ai Riformatori Liberali e a l’Opinione, organizzò una conferenza sul futuro della politica estera italiana. Insieme a noi, tra gli altri, parteciparono l’onorevole Benedetto Della Vedova, il senatore Marco Perduca, l’ex-parlamentare Marco Taradash, il dirigente dei riformatori liberali Carmelo Palma, e il dirittore dell’Opinione Arturo Diaconale. La nostra posizione – contrapposta a quella degli altri relatori – era che la politica estera italiana sarebbe stata contraddistinta, durante il nuovo corso berlusconiano, da cinismo e pragmatismo.

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Una banca può salvare una banca?

di Mario Seminerio –  © Liberal Quotidiano

L’ultima edizione del Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale stima che le banche europee avranno bisogno di iniezioni di nuovo capitale da un minimo di 375 ed un massimo di 725 miliardi di dollari, a fronte di una cifra compresa tra 275 e 500 miliardi di dollari per le banche statunitensi. Nessuno conosce la reale entità di tale fabbisogno, naturalmente, ma quello che appare evidente è che molte banche europee hanno seri problemi, malgrado una regolazione apparentemente più rigorosa rispetto a quella delle consorelle anglosassoni. Il mancato risanamento delle banche europee è destinato ad avere un considerevole impatto sull’economia della regione, dove l’intermediazione creditizia è fondamentale nel finanziamento di imprese e famiglie, che potrebbero quindi subire gli effetti di un razionamento di credito erogato a condizioni più restrittive, in attesa che gli accresciuti margini di interesse riparino i bilanci delle banche.

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