Il paradosso del debito mondiale

di Mario Seminerio –  © Liberal Quotidiano

L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha posto il debito sovrano del Regno Unito in “negative outlook”, con una probabilità su tre di un subire declassamento nelle prossime settimane, e quindi di perdere il rating massimo. La mossa ha subito portato a volgere lo sguardo agli Stati Uniti, che stanno subendo una lievitazione del deficit indotta dalle nuove iniziative di spesa e dal vero e proprio crollo verticale di gettito fiscale causato dalla crisi. I timori per la sostenibilità fiscale della situazione hanno causato un arresto del forte (e quasi surreale) rally di borsa ed il continuo aumento dei rendimenti dei titoli di stato sulle scadenze intermedie e lunghe, tipicamente la decennale. I mercati guardano alla montagna di debito che dovrà essere collocata già quest’anno, e si chiedono da dove proverrà questa colossale somma.

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C’è una soluzione all’immigrazione?

di Andrea Gilli

Nelle ultime settimane, l’Italia è stata investita da una nuova ondata di immigrazione clandestina. Per la prima volta, il Governo è però riuscito a respingere queste precarie imbarcazioni che attraversano il Mediterraneo sistemando in Libia chi cercava un futuro migliore in Italia.

L’attenzione si è subito rivolta a questa nuova pratica dei respingimenti: confondendo non di rado legittimità, legalità, moralità e opportunità, il dibattito pubblico si è concentrato sulla scelta di operare questi respingimenti.

Non essendoci una reale alternativa, i commentatori più attenti hanno sottolineato come il Governo vada al massimo criticato per una ragione terza: non favorire lo sviluppo in Africa. L’unica reale soluzione alle migrazioni che ci stanno investendo.

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Perché non si possono accettare le critiche dell’ONU

di Andrea Gilli e Mauro Gilli

Nei giorni scorsi, l’alto commissariato per i rifugiati dell’ONU (UNHCR) ha accusato duramente il nostro paese per le sue azioni volte a contrastare l’immigrazione clandestina, e più precisamente i respingimenti in mare dei barconi provenienti dalle coste africane. il ministro della Difesa La Russa ha replicato affermando che l’agenzia in questione non conterebbe nulla. Mentre questo pseudo scontro diplomatico sembra affievolirsi, con il presente articolo, pur stigmatizzando le parole del ministro. vogliamo sottolineare come, in fondo, pur sbagliando nella forma, nella sostanza il Ministro ha centrato il punto.

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Towards a nuclear-free world? Interessi generali o obiettivi nazionali?

di Andrea Gilli

Nel gennaio 2008, sul Wall Street Journal apparve un articolo, tra gli altri, firmato da Henry A. Kissinger, nel quale si chiedeva e sosteneva l’abolizione delle armi nucleari. La tesi era che, alla luce dell’arrivo sul panorama internazionale di attori sempre meno affidabili e rassicuranti, le armi nucleari fossero diventate troppo pericolose . Di qui, la necessità di eliminarle.

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Il futuro europeo del welfare americano

di Mario Seminerio

Gli amministratori della Social Security (il sistema previdenziale americano) e del Medicare hanno pubblicato questa settimana il rapporto annuale sulle condizioni finanziarie dei due programmi di spesa federale. Il Medicare quest’anno sarà in deficit, cioè avrà esborsi per prestazioni in eccedenza su quanto riceve dalla fiscalità. Tutti gli americani pagano contributi sociali sulla busta paga pari al 2,9 per cento per il Medicare, ripartiti a metà tra lavoratore e datore di lavoro. Il saldo finanziario della Social Security è ancora in attivo, ma è atteso entrare in deficit nel 2016. La Social Security è finanziata al 12,4 per cento della retribuzione lorda, anche in questo caso ripartita paritariamente tra lavoratore (fino ad un tetto retributivo indicizzato all’inflazione)  e datore di lavoro.

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Quel fallimento “forzato” di Obama

di Mario Seminerio – © Liberal Quotidiano

Giovedì scorso a New York Chrysler ha presentato richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria nota come Chapter 11, comunicando di voler vendere i propri asset principali, inclusi i marchi Chrysler, Jeep e Dodge, ad una nuova compagnia destinata ad essere posseduta dai governi di Stati Uniti e Canada, da Fiat e dai lavoratori della società, riuniti nella United Auto Workers, tramite il fondo VEBA. La procedura prescelta (formalmente dall’azienda ma di fatto dalla Casa Bianca) ha sollevato l’opposizione di alcuni hedge funds e fondi d’investimento, ma anche fondi pensione ed endowment funds di college, che si trovavano nella condizione di creditori privilegiati (secured) perché, secondo questi investitori, l’azienda intende invertire l’ordine di priorità nel pagamento dei debiti societari, subordinando i creditori privilegiati a quelli ordinari, tra i quali vi è il sindacato, che avrà il 55 per cento della nuova Chrysler, dopo il rifiuto dei creditori privilegiati ad accettare rimborsi in via extragiudiziale pari a soli 29 centesimi per dollaro.

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