Europa: scoperta di un’identità o costruzione di una geopolitica

di Enzo Marongiu

Il processo di integrazione europea ha ormai superato la boa dei 50 anni, tuttavia il problema di definire l’Europa come soggetto politico rimane vivo ed irrisolto. Il dibattito sull’individuazione dei valori fondanti ha conosciuto un rinnovato interesse durante i lavori preparatori ed alla vigilia della firma del Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, nel 2004. Prescindendo dalla formula di compromesso utilizzata per titolare l’Accordo, la proclamazione di una Costituzione, dotata nel preambolo di un esplicito riferimento alle “radici comuni”, avrebbe comportato il definitivo salto di qualità del processo di unificazione. Sarebbero infatti state poste le basi perché l’Europa si definisse come soggetto nuovo, munito di un’identità propria e definita, “altra” rispetta alla somma dei paesi membri.

Il Trattato-costituzione, come pure il successivo accordo di Lisbona, non è mai entrato in vigore, e lo stesso dibattito sulle radici culturali comuni europee ha progressivamente perso  l’attenzione dell’opinione pubblica; nondimeno, scelte strategiche fondamentali non potranno prescindere dal riconoscimento di un’identità comune: una politica unitaria implicherebbe infatti il sacrificio di un’ampia sfera di competenze connaturate alla sovranità statale
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