Le facili illusioni della sinistra internazionale

di Andrea Gilli

Con l’elezione di Barack Obama (nero, democratico e pure molto a sinistra per gli standard americani) a presidente degli Stati Uniti d’America, la sinistra internazionale sembra segnare una vittoria schiacciante. Soprattutto in Europa, Obama è accolto e percepito non solo come la novità (che in effetti è) ma anche come una sorta di discontinuità drammatica rispetto alle due recenti presidenze di George W. Bush.

Per quanto chi scrive nutra una certa simpatia per Obama e soprattutto per il suo messaggio di freschezza e di rinnovamento, non è possibile non rilevare i rischi intrinseci in questo innamoramento collettivo. Innamoramento che più che descrivere un personaggio lo sta a tratti romanzando o idealizzando, facendolo cosi divenire nettamente differente dalla realtà.

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