E’ Wall Street il punto debole di Bernanke

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Ha ragione Oscar Giannino quando, analizzando le nascenti fondamenta teoriche della futura attività di vigilanza della Fed, tratteggiate a Jackson Hole da Ben Bernanke e basate sull’affascinante concetto di “macrovigilanza sistemica”, assimila il processo di comprensione di tali concetti all’arte divinatoria. La verità è che tutti, nell’ultimo anno, ci siamo interrogati su cosa potesse essere andato storto in quell’irresistibile macchina da soldi che è (era) la securities industry statunitense. E dopo questa domanda, che ha ricevuto risposte necessariamente parziali e non esaustive, tutti abbiamo cercato di ipotizzare le linee guida di una nuova regolazione, che contemperasse mercato ed innovazione, minimizzando sia le distorsioni al gioco di domanda e offerta ma anche l’azzardo morale che sembra essere la pietra angolare su cui l’edificio di “quella” finanza è stato costruito.

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