I paesi emergenti hanno un debito col trucco

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Con buona pace degli ultimi giapponesi dell’easy money, quelli che continuano a invocare tagli ai tassi d’interesse della Banca Centrale Europea, il mondo sta lentamente ma inesorabilmente prendendo coscienza della nuova era inflazionistica che stiamo vivendo. Con tutti i rischi che ciò implica. Abbiamo già segnalato il fatto che oggi i tassi reali d’interesse di mercato monetario sono negativi: ciò rappresenta un forte stimolo a consumi ed investimenti finanziati a credito (dove il credito esiste ancora, s’intende). Ma vi sono aree del pianeta, segnatamente le economie emergenti (o emerse) esportatrici di materie prime, che hanno le proprie valute agganciate in modo totale o parziale al dollaro statunitense, che sono entrate in un pericoloso circolo vizioso.

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Ma l’originalismo serve al federalismo

di Mario Seminerio

L’articolo di Giovanni Boggero sull’originalismo di Robert Bork ed il rischio di una “dittatura delle corti” implicato da interpretazioni eccessivamente estensive delle norme di legge rappresenta un interessante spunto di riflessione. Pubblichiamo di seguito parte di un nostro articolo di tre anni fa che evidenzia come l’interpretazione originalista della costituzione americana rappresenti in realtà un approccio libertario e funzionale a preservare il federalismo statunitense.

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