Questione di affidabilità

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Su Libero Mercato di sabato 26 aprile il professor Francesco Forte critica la Commissione europea per la decisione di investigare la reale natura del prestito concesso dal governo italiano ad Alitalia. Per Forte non di aiuto di stato si tratterebbe, bensì di erogazione “a tassi di mercato”. A nostro avviso questa definizione di tasso di mercato rappresenta il principale fraintendimento semantico in cui molti commentatori sono finora incappati. Per meglio comprenderne i motivi è opportuno ricordare che, secondo la normativa comunitaria vigente, fino alla fine di giugno Alitalia dovrà pagare un tasso base (in regime di interesse composto) calcolato sulla base della media dei tassi swap interbancari a cinque anni per i mesi di settembre, ottobre e novembre dell’anno precedente, aumentato di 75 punti base. Il regolamento però dice che “in casi debitamente giustificati la Commissione può aumentare il tasso di più di 75 punti base per uno o più Stati membri”. Variazioni sono inoltre possibili se il movimento dei tassi comporta variazioni superiori al 15% rispetto al tasso calcolato dalla Ue. E già questa definizione suggerisce che non si tratta di “tasso di mercato”, non foss’altro perché i tassi swap a cinque anni, da novembre ad oggi, si sono mossi in modo significativo a causa della nota crisi creditizia globale.

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Cosa succede in Medio Oriente

di Andrea Gilli

Nel corso delle ultime settimane, il Medio Oriente ha osservato una serie di movimenti sospetti, ambigui e non intelligibili. Questi dati, presi singolarmente, non hanno molto valore. Messi insieme, però, suggeriscono l’avvicinamento di una nuova probabile crisi. In questo breve articolo, cerchiamo di riepilogare i principali movimenti avvenuti recentemente.

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La politica estera italiana tra USA, UE e Russia

di Andrea Gilli

Con l’avvicinarsi della nuova legislatura, si moltiplicano le analisi sulla politica estera del prossimo esecutivo. Di giorno in giorno, analisti (o presunti tali) si dilettano in spiegazioni e previsioni circa la posizione internazionale del nostro Paese nei prossimi cinque anni di Governo. Dopo aver già commentato in passato un’analisi con cui non concordavamo, procediamo in questa sede ad analizzare lo sforzo del prof. Carlo Pelanda che, nel suo articolo apparso su Il Foglio del 23 Aprile, profetizza un rafforzamento della cooperazione tra EU, Russia e Stati Uniti – grazie al fondamentale aiuto del Governo italiano.

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Sì alle politiche pro-family, no al quoziente familiare

di Carmelo Palma e Piercamillo Falasca

Le politiche pro-family sono necessarie ma siamo sicuri che l’introduzione di un sistema di tassazione così poco neutrale come il quoziente familiare sia una buona idea?

La riduzione della pressione fiscale media sulle famiglie, che i promotori del quoziente familiare – Berlusconi in primis – indicano come obiettivo, si può ottenere anche grazie al taglio delle aliquote e all’attenuazione della progressività, senza produrre le distorsioni del quoziente. Oppure, legando il beneficio fiscale delle famiglie all’incremento del tasso di attività e di occupazione femminile e quindi del reddito familiare, con una differenziazione di genere dell’imposizione, come hanno proposto Andrea Ichino e Alberto Alesina.

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Le crisi salutari

di Paolo Asoni

Crisi del mercato? Ecco perché non c’è o perlomeno non è stata definita ed interpretata nella maniera corretta. Questo articolo cerca di rispondere a semplici domande e di dimostrare come le risposte di analisti e giornalisti siano finora state non soddisfacenti.

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Armonizzare le tasse è controproducente

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Il prossimo primo luglio la Francia assumerà la presidenza del Consiglio Europeo. Un tema particolarmente sentito da Nicolas Sarkozy è quello della armonizzazione della tassazione aziendale a livello comunitario. Già anni addietro, da ministro, Sarkozy propose di armonizzare le aliquote di tassazione aziendale, per contrastare la “concorrenza al ribasso” attuata soprattutto dai paesi dell’Est Europa. Proposta priva di senso dal punto di vista economico, e palesemente finalizzata a cristallizzare la situazione a vantaggio dei paesi della “Vecchia Europa”, in crescente difficoltà con i propri costosi ed inefficienti sistemi di welfare. Oggi la Francia ritenta la carta dell’armonizzazione, ma dal versante della base imponibile e non da quello dell’aliquota.

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La politica estera italiana – Risposta di Carmelo Palma

In seguito all’articolo di Andrea Gilli sulla politica estera italiana, Carmelo Palma dei Riformatori Liberali ci ha inviato una replica, che siamo qui felici di riproporre. A breve verrà pubblicata la risposta di Gilli alle considerazioni di Palma.

I chierici del realismo, la dottrina e la politica: Un commento (semi)serio al pezzo di Andrea Gilli

di Carmelo Palma*

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