I SUV, la statica comparata e la cattiva interpretazione dei dati

7 pensieri su “I SUV, la statica comparata e la cattiva interpretazione dei dati”

  1. Ottimo…tutto si riassume con il “dagli al SUV dei ricconi”: il movente del “confuso argomentare” che rimbomba nei media e nelle dichiarazioni di molti politici, opportunamente denuciato e confutato dall’autore dell’articolo, sta tutto qui…

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  2. Faccio anch’io una premessa: mi muovo prevalentemente in auto e amo macchine lussuose e potenti, in compenso, non mi piacciono per nulla le SUV. Questione meramente estetica, null’altro, a parità di costi tra una SUV e una berlina scelgo quest’ultima; indipendentemente dai costi metto le sportive fuoriserie in cima alle preferenze.
    Ciò detto, pur condividendo le analisi esposte nell’articolo, ritengo lo stesso un buon esercizio e nulla più. Il problema SUV non è rappresentato dai veicoli in sé ma dai loro guidatori, su questo siamo d’accordo, ma allora la domanda diventa “perchè tra i guidatori di SUV si innalza la percentuale di scemi?”. E’ solo un caso sfortunato o la maggior sicurezza relativa offerta da una SUV al suo utente rende quest’ultimo meno sensibile alla sicurezza altrui? E se così fosse, un pur parziale rimedio non potrebbe essere quello di prevedere una patente apposita, almeno allo scopo di rendere più consapevoli circa la natura e i limiti del mezzo chi si intende utilizzare? Quanto all’utilizzo in città, da milanese dico no, le SUV in città non ci stanno proprio, per mere ragioni di spazio (più in larghezza che in lunghezza, a volte). Fosse per me obbligherei tutti, incluso me stesso ahimè a girare in città solo con una Smart. Obbligherei sì, perchè di mia spontanea iniziativa non lo farei mai, pur avendo ben due Smart nel parco auto. I’m Italian, sorry.

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  3. Caro Giovanni, queste questioni che lei pone sono assolutamente non rilevanti per l’articolo, ma cerchero’ di dare una risposta comunque.
    Io non ho dati per dire che i guidatori di SUV sono piu’ incoscienti degli altri. Ma anche se fosse, il problema non sarebbe il SUV: il problema e’ il guidatore. Come risolvere questo problema non lo so, ma non credo che la patente sarebbe utile, anzi non vedo proprio come dovrebbe aiutare a rendere meno incoscienti i guidatori di qualsiasi mezzo.
    Quanto alle questioni di spazio: allora perche’ non obbligare tutti ad andare in bicicletta? per mere ragioni di spazio, o se vuole di inquinamento. anzi: obblighiamo tutti ad andare a piedi: cosi il problema del parcheggio si elimina, e d’altrone per produrre una bicicletta si inquina talmente tanto…
    come vede il discorso non regge. come economista sono sempre restio a obbligare: preferisco dare incentivi alle persone. La teoria economica mi mostra che questo e’ meglio di obbligare le persone a fare cose che non vogliono fare.

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  4. Caro Antonio, lei sa bene che non ho neppure citato per sbaglio la parola inquinamento. Non erano le emissioni degli scarichi il fattore di cui si discuteva.
    Esperienza personale e osservazione quotidiana scientificamente valgono poco, ma qualche opinione consentono di farsela, e la mia è che taluni guidatori di SUV eccedano in disinvoltura, punto. Sulle ragioni di tale disinvoltura lasciamo esprimere gli psicologi se vuole.
    Quanto alle ragioni di spazio: io sono il primo dei peccatori, beninteso, non guido utilitarie, anzi. Da buon tossicodipendente (parlo di auto ovviamente) mi rendo conto che quasi dodici metri quadri di spazio richiesti da una delle mie vetture sono tanti, ma di mia iniziativa non riuscirei mai a “vincere la dipendenza”. Francamente, non ci sarebbe incentivo che mi farebbe cambiare. Un obbligo lo subirei, certo, ma col sospiro di sollievo del serial killer che non vedeva l’ora di essere catturato. Cordialmente.

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  5. Caro Giovanni, probabilmente non sono stato chiaro nel mio precedente intervento.
    Quello che intendo e’ questo: l’obbligo implica (quasi) sempre andare contro le preferenze degli individui (escludo lei, visto che si definisce simpaticamente “tossicodipendente”, ergo non rientra nella categoria di chi compie la scelta razionalmente 🙂 ). se ad un individuo piace andare in giro con il SUV, obbligarlo a non farlo presuppone per questo individuo una riduzione della sua felicita’. Probabilmente non e’ efficiente obbligare tutti a lasciare il SUV a casa, o ancora obbligare tutti a circolare coi mezzi pubblici, o con la bicicletta o a piedi. La cosa piu’ efficiente e’ imporre a ciascuno di pagare il costo monetario che crea alla societa’ circolando col suo SUV (o con altri mezzi): per esempio parcheggi piu’ cari (lasciamo perdere l’inquinamento, visto che lei non lo ha considerato, e lasciamo perdere anche eventuali problemi di calcolo dell’influenza sul costo sociale di ogni individuo).

    Altra cosa: noti che nel ragionamento di cui sopra assumo che non sia possibile infrangere l’obbligo. In tal caso l’obbligo e’ equivalente ad un costo monetario talmente alto che il guidatore non potrebbe mai pagarlo (diciamo mille miliardi di euro). Ora ammettiamo, piu’ realisticamente, che si imponga l’obbligo di non circolare in citta’ col SUV, ma che ci sia solo una certa probabilita’ che i vigili urbani prendano qualcuno che non rispetta questo obbligo. Le mostro perche’ questo e’ equivalente ad imporre un costo monetario alla circolazione dei SUV in citta’ (cosa molto piu’ semplice da fare, non trova?) Ragionevolmente possiamo suppore che la pena prevista per chi usa il SUV in citta’ sarebbe una multa. Il guidatore di SUV quindi calcolera’ il costo atteso di venire colto in flagrante (multa per probabilita’ di essere preso). Se tale costo atteso e’ minore del beneficio di andare in giro col SUV, il guidatore sara’ disposto a rischiare la multa (se vuole, e’ lo stesso meccanismo che permette ai “portoghesi” di prendere i tram senza biglietto). Conoscendo Milano, mi pare sensato dire che il costo atteso sarebbe basso per un guidatore di SUV (anche con una multa elevata, la probabilita’ di essere presi e’ relativamente bassa). quindi tale obbligo non eliminerebbe i SUV dalle citta’, li ridurrebbe soltanto. Otterrebbe quindi lo stesso effetto di un costo monetario imposto al guidatore di SUV.

    Riguardo alla psicologia dei guidatori di SUV: le ripeto che, senza una seria analisi scientifica, non possiamo dire nulla su questo argomento. Soprattutto, al di la’ dell’aneddotica, lei mi deve convincere che i guidatori di SUV hanno comportamenti piu’ imprudenti di chi guida gli scooter, per esempio, e che per questo devo proibire i SUV ma non gli scooter. Ma supponiamo che avvenga il contrario: l’indagine mi mostra che i guidatori di scooter sono degli incoscienti: dovrei forse impedire a tutti di andare in giro con lo scooter?

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  6. Bisognerebbe smettere di parlare di SUV e iniziare a parlare di veicoli ingombranti e particolarmente pesanti.
    Sono queste due caratteristiche che provocano un aumento dei disagi per gli altri automobilisti in termini di traffico e di parcheggio e che sono meno sicuri contro i pedoni. La sicurezza del conducente dei veicoli ingombranti,alti e pesanti, invece va analizzata attentamente. Da una parte c’è un peggioramento del comportamento del veicolo che rende più probabile causare un incidente. Dall’altro c’è un aumento della sicurezza passiva nel caso in cui l’urto si verifichi con mezzi più leggeri. La fisica non è un opinione e l’aumento della massa comporta un aumento dell’energia da assorbire in caso di urto. Vietare i SUV è ovviamente folle e illiberale ma potrebbe essere interessante modulare il bollo auto in funzione della massa, della superficie occupata e dei crash test condotti sui pedoni. Incentivando l’utilizzo di auto piccole, leggere e sicure per i pedoni si aumenta la vivibilità all’interno delle nostre città. Ovviamente và lasciata la possibilità di scegliere un veicolo grosso e pesante ma facendo pagare questa scelta ed utilizzando i fondi raccolti per investire nel trasporto pubblico.

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