E’ tutta colpa dell’Islam? 1/4

5 pensieri su “E’ tutta colpa dell’Islam? 1/4”

  1. Sono tutte argomentazioni interessanti su cui riflettere indubbiamente…iniziativa meritoria questo ciclo di articoli su un tema di questo genere.

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  2. Sta di fatto che dal mio punto di vista l’islam rappresenta di per se la privazione dei diritti fondamentali dell’individuo, basati sull’applicazione della sharia una legge che trae fondamento dalle stesse scritture islamiche e dalle gesta stesse del profeta. E’ quantomeno logico che regimi religiosi sottoposti a queste norme e regimi laici ispirati a tali privazioni non possano portare benessere e sviluppo al medio-oriente.
    Sicuramente l’articolista fa bene a evidenziare particolari, nel medioevo il medio-oriente non era così arretrato merito forse di un islam meno forte dal punto di vista dottrinale e meno oppressivo da quello dogmatico, grandi pensatori e scienziati islamici di nome ma apostati di pensiero al giorno d’oggi nei paesi musulmani sarebbero impiccati se va bene, e non fu rose e fiori nemmeno nel medioevo. Oppure interessante appunto sullo sviluppo dell’indonesia, paese si islamico ma già più secolarizzato.
    Dettagli però che non sviliscono lo sfondo di un’arretratezza culturale e economica che l’islam in quanto dottrina oppressiva causa. Poi senz’altro ci sono altri fattori che contribuiscono e aggiungono particolari, ma l’arretratezza dell’islam mi sembra fuori discussione.

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  3. Caro lettore,

    grazie del suo commento. Lei scrive: “dal mio punto di vista l’islam rappresenta di per se la privazione dei diritti fondamentali dell’individuo”. Questa sua idea, del tutto rispettabile, si scontra però con fatti concreti. Se l’Islam è quello che lei percepisce, come spiega il fatto che, mentre nell’Italia rinascimentale avevamo i roghi, su cui tra gli altri moriva Giordano Bruno, l’Impero Ottomano accettasse profughi e fosse una delle società più aperte dell’epoca? Riconoscerà con me che l’Impero Ottomano era tutt’altro che estraneo alle influenze della religione islamica.

    Successivamente riconosce che “forse” l’islam del medioevo era “meno forte da un punto di vista dottrinale e meno oppressivo da quello dogmatico”. Dunque, concorda con me che il problema non è “l’Islam”, piuttosto la sua interpretazione, e magari anche il suo possibile uso strumentale da parte di talune leadership politiche.

    Dalla Pace di Westfalia, la maggioranza dei Paesi cattolici è stata continuamente coinvolta in guerre, fino alla seconda guerra mondiale. Crede che la situazione di relativa pace che si ha da allora sia spiegabile dal cambiamento avuto con il Concilio Vaticano II, oppure crede esistano altre spiegazioni?

    La conquista del Sudamerica è stata fatta brandendo spada e crocefisso (alcuni libri raccontano di come tra gli indios, esse incuotessero lo stesso timore – forse anche per la similitudine della forma). Ciò non significa che ciò sia stato causato dalla religione cattolica. Il fatto che taluni atti vengano giustificati con la religione, non significa che essi siano da imputare ad essa.

    Relativamente all’Indonesia, lei scrive che è un Paese più secolarizzato. Se l’Indonesia è riuscita a “liberarsi” dai vincoli religiosi islamici che secondo lei bloccano lo sviluppo e il progresso, come possiamo dire che nei Paesi musulmani dove questo sviluppo non c’è stato, la colpa è dell’Islam? Evidentemente, dobbiamo cercare qualche altro fattore. Se, come lei dice, la spiegazione si trova nel differente ruolo che la religione gioca in questi Paesi rispetto all’Indonesia, allora dobbiamo chiederci come mai quest’ultimo Paese sia più secolarizzato rispetto agli altri. Evidentemente, di nuovo, esiste qualcosa in più oltre alla religione. Altrimenti, si finisce in un ragionamento circolare che non dà alcuna spiegazione, ma serve solo a giustificare se stesso.

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  4. Ringrazio l’autore per la risposta ma mi permetto di fare qualche precisazione.
    La discriminazione imposta agli infedeli tramite la dhimmitudine prevista dalle sacre scritture islamiche e applicata nei paesi islamici compreso l’impero ottomanno, è una violazione dei diritti dell’individuo incompatibile con la dichiarazione dei diritti dell’uomo alla quale ogni paese civile dovrebbe ispirarsi. Ora nel medioevo in terra islamica i diritti individuali non furono rispettati, che in Europa fosse peggio è un altro discorso ma ciò non rende la sharia più umana o più accettabile.
    Poi si rischia di fare una confusione tra i principi religiosi e l’applicazione concreta ortodossa o meno da parte dei fedeli. Che nel medioevo i musulmani non applicassero alcune regole brutali della loro religione tanto che gli apostati erano più liberi che nei paesi islamici al giorno d’oggi non rende l’islam meno pericoloso o meno intollerante. Precisiamo poi che il jihad è stato sempre un pilastro che ha accompagnato l’islam nella storia anche medioevale e l’Europa se lo ricorda bene.
    Focalizzare poi l’attenzione sul cristianesimo è fuorviante ma richiederebbe una riflessione a parte ma il discorso è che non rende l’islam meno pericoloso o più umano. La violenza nell’islam è perfettamente in linea con le scritture islamiche e con l’esempio del profeta stesso prescrittivo per ogni musulmano, è inutile girarci intorno il cristianesimo e l’islam sebbene discutibili nelle forme di applicazione non sono uguali, Gesù cristo non era un criminale, Maometto si.
    Comunque rischio di andare OT il mio discorso è che l’islam è la negazione dei diritti umani e la sua influena è inversamente proporzionale allo sviluppo economico e culturale del paese, infondo negli stati in cui le madrase sono la principale fonte d’istruzione nonchè d’indottrinamento il sottosviluppo è assicurato.
    Sarebbe interessante capire come l’Indonesia si sia potuta sviluppare. Senz’altro occorre partire da dati di fatto, l’islam ha meno presa dal lato fondamentalista, sebbene i cristiani ogni tanto li ammazzino ancora un apostata in Indonesia può avere una vita relativamente tranquilla. Probabilmente la storia può essere d’aiuto infatti l’islam nel sud est asiatico si è diffuso per lo più pacificamente e non a seguito di invasioni o conquiste armate, questo potrebbe avere creato condizioni favorevoli per una progressiva autonomia dal fondamentalismo religioso e una maggiore apertura per lo sviluppo economico e soprattutto culturale, anche sotto dittature laiche.
    Ma ripeto è un dettaglio, se in questo caso l’islam non ha attecchito con violenza costante, non lo rende un’ideologia più umana.

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  5. La serie si preannuncia estremamente interessante, anche perchè sul rapporto tra Islam e Occidente in genere contano più i pregiudizi ideologico-religiosi che le analisi informate.

    Qualsiasi cosa renda diverso l’Islam dall’Occidente deve essere successa dopo il Medioevo, forse qualcosa cambiato in meglio da noi (scienza, economia…) forse in peggio da loro.

    La maggior parte delle spiegazioni da sole sono o troppo vecchie o troppo recenti per essere credibili. La dhimmitudine (tolleranza con inferiorità giuridica) ha 1500 anni, il fondamentalismo islamico meno di un secolo (tranne Wahhab, e a meno di non considerare i Khargiriti). Se esiste una sola spiegazione corretta, deve essere qualcosa di accaduto alla fine del Medioevo. Se esiste, però.

    Ad occhio direi che ci sono tanti buoni motivi a concorrere alla spiegazione e nessuna spiegazione semplice convincente se presa da sola.

    Tra le tesi una che scarterei a prori è quella della laicità. Se qualcosa ha caratterizzato la storia dell’Occidente è che c’erano gruppi sociali alternativi al gruppo di potere dominante a livello sociale, e la religione è uno di questi.

    Qui gli autori sono poco d’accordo l’uno con l’altro, per alcuni, come Lewis, la religione nell’Islam era indistinguibie dallo stato, per altri, come Guolo, la religione era estremamente quietistica rispetto alla politica.

    Che ruolo abbia avuto il pluralismo sociologico, di cui una chiesa indipendente e rompiscatole è un aspetto importante, nell’evoluzione delle civiltà occidentale e islamica è un tema difficile da trattare, ma potenzialmente fondamentale.

    Tolte le spiegazioni poco credibili, che non sono certo rare, rimangono però una miniera di altre spiegazioni parziali verosimili, e orizzontarsi in questa giungla è un grosso problema.

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