Un mercato legale di organi. Alcuni dati e stime

2 pensieri su “Un mercato legale di organi. Alcuni dati e stime”

  1. Non ho seguito tutto il dibattito, ma vorrei fare un’obiezione spero il meno ideologica possibile.

    Credo si stiano confrontando due mali: che una persona venda un organo (ergo: si sottoponga a un rischio grave, seppur limitato, per soldi) e che ci siano pochi organi.
    Dunque se ne deve soppesare l’entità. Dai dati che sono esposti nel post direi che il problema della carenza d’organi è nettamente maggiore negli USA che non in Europa, a causa della loro legislazione sul prelievo da cadavere, che per ora è la fonte nettamente più rilevante di organi (molto restrittiva; nei suddetti dati si vede che sono gli unici a basarsi molto sui donatori viventi) e forse dell’atteggiamento medicamente più aggressivo (trapianto favorito rispetto a terapia conservativa); l’Italia tra l’altro per i trapianti è sopra la media UE (è una valutazione globale, non so i dati precisi sulle persone in lista d’attesa: http://www.diabetologia.it/news_19_02_06/3166interventi.htm).
    Dunque la mia prima osservazione è che gli statunitensi, prima di rivoluzionare il mercato degli organi tra viventi, potrebbero pensare a cambiare la legislazione del prelievo di organi (forse vale anche per l’Italia, dove il principio del silenzio-assenso stenta ad affermarsi).
    Detto questo, non devono esistere dogmi o tabù; ma per quanto ne posso capire (non sono nè un giurista nè un esperto di medicina legale) in Italia l’introduzione del mercato di organi non richiederebbe semplicemente una modifica del decreto legislativo inerente, ma anche del codice civile (articolo 5).

    "Mi piace"

  2. caro pierangelo,
    è un piacere vedere che torni sull’argomento già dibattuto in precedenza.
    una spero breve osservazione. una critica che spesso i non-economisti muovono agli eocnomisti è quella di circoscrivere con troppa facilità i problemi nel tempo nello spazio, ometetndo variabili ed agenti che invece andrebbero presi in considerazione.
    qui osserviamo un aumento della domanda di organi, e la unica soluzione che proponi è “assicuriamoci una maggiore offerta”. proposta di per sè normale in un mercato classico:è un bene che l’offerta soddisfi la domanda; il benessere sociale cresce.
    eppure questa visione, assieme alla soluzione che proponi, mi sembra non esaustiva e un po riduttiva quando applicata al caso degli organi.davvero il benessere cresce incentivando la vendita di propri organi? (a naso mi sembra una soluzione che causa altri ben più gravi problemi, per gli interessati leggere i dibattiti precedenti che pierangelo menziona).
    ecco alcuni fattori che mi sembra che il tuo ragionamento dimentica di prendere in considerazione:
    si osserva un aumento della domanda di organi. quali sono le cause? perchè le malattie aumentano? e se ci fosse una correlazione con una nostra peggiore alimnetazione, con l’abuso di medicinalie sostanze chimiche, con la’ssunzione di acque non depurate? (pure ipotesi, sia ben chiaro)
    davvero la soluzione migliore è aumentare l’offerta intervenendo a valle, ovvero sull’ultimo anello della catena? non potrrebbe essere più desiderabile intervenire sulla domanda? oppure come propone emilinao qui sopra, non si dovrebbe prima cecrare un canale alternativo alla vendita dei propri organi, ad esempio l’utilizzo degli organi dei cadaveri?
    a presto
    Stefano Clò

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.