A morte la tassa sulla morte!

di Antonio Mele

La tassa di successione è sempre stata, nel mito popolare, quello strumento del governo per redistribuire la ricchezza in modo da ridurre le diseguaglianze prodotte dal mercato. Con tale tributo, parte del patrimonio che un individuo benestante lascia in eredità al figlio viene trasferito dapprima nelle mani dello Stato, e successivamente utilizzato per il “bene comune”, con particolare attenzione alla redistribuzione di tale ricchezza verso i più bisognosi.
Come i nostri lettori ricorderanno, nella scorsa legislatura il governo decise di eliminare la tassa di successione. La misura suscitò enormi polemiche, che appunto utilizzavano come argomento il fatto che le disuguaglianze sarebbero aumentate senza un correttivo di tipo fiscale che aggredisse i patrimoni elevati alla morte del loro possessore. Il dibattito fu estremamente ideologizzato, e come sempre accade in Italia, nessuno si premurò di andare a vedere cosa dicevano i dati.

Continua a leggere “A morte la tassa sulla morte!”

Pubblicità

Il mercato del rating è sufficientemente aperto ed efficiente?

di Piercamillo Falasca

Si ringrazia Competere.eu – spinning innovation

L’eco della crisi di oltreoceano che ha colpito il mercato dei mutui subprime – i prestiti concessi alla clientela meno affidabile e per questo definiti “spazzatura” (junk) – e con esso l’intera economia americana, pone un interrogativo sul ruolo e sulla tenuta di un anello fondamentale del sistema finanziario internazionale: il rating.
Qualche giorno fa Standard & Poor’s (imitata dopo poco da Moody’s e Fitch) ha ridotto il giudizio su circa 600 emissioni di bond garantiti dai subprime. Come nel caso Enron e negli scandali nostrani Parmalat e Cirio, anche in questa vicenda la decisione delle agenzie di rating sembra quanto meno tardiva.

Continua a leggere “Il mercato del rating è sufficientemente aperto ed efficiente?”