Democrazia, disuguaglianza e conflitto: indicazioni dalla third wave

di Piergiuseppe Fortunato*

Qualche daterello per spiegare come e perché Winston Churcill si sbagliasse. Non sempre, infatti, la democrazia rappresenta la “peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. Almeno per quanto concerne lo sviluppo economico.

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La strana etica occidentale. Lavoro minorile e soluzioni.

di Pierangelo De Pace

Uno degli effetti più evidenti della cosidetta “globalizzazione” – fenomeno economico, politico e sociale che ha coinvolto negli ultimi decenni praticamente tutti i Paesi del mondo – è la caduta di gran parte delle barriere che un tempo impedivano il libero scambio di beni e servizi a livello internazionale. Alla base della teoria moderna del commercio internazionale si trova il concetto di “vantaggio comparato”, secondo il quale ciascun agente economico (le nazioni nel caso specifico) tendono a specializzarsi in maniera più o meno pronunciata nella produzione di quei beni e servizi che permetta loro di sfruttare più elevati livelli di efficienza relativa rispetto al resto del mondo. Più tecnicamente, ciascun Paese si specializza nella produzione (e poi esportazione) di quei beni e servizi nell’ambito della quale esibiscono costi opportunità ridotti rispetto ai concorrenti, sia diretti sia indiretti.

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