Caracas, Zimbabwe

di Mario Seminerio

Hugo Chavez non perde occasione di ricordare a tutti che “Il Venezuela si sta dirigendo verso il socialismo, e niente e nessuno potrà impedirlo“. Un vero e proprio memento mori, vien fatto di pensare. E anche le ultime “riforme” economiche del compagno-presidente confermano il rapido approssimarsi del Venezuela a standard molto simili a quelli dello Zimbabwe. Ad esempio, Chavez dal 2005 ha avviato una riforma agraria che consiste nell’assegnare terre coltivabili a cooperative attraverso un sistema di prestiti che di fatto sono erogazioni a fondo perduto. La tecnica è quella classica: esproprio parziale di grandi tenute agrarie a prezzi “politici”. Anche la retorica è sempre quella: lotta di classe e raggiungimento dell’autosufficienza agricola. L’elevata incertezza ha spinto le aziende agricole, costantemente sotto la spada di Damocle dell’esproprio, a contrarre fortemente la propria produzione, spesso avvicinandola a livelli di mera sussistenza dei proprietari, ai quali è precluso l’accesso al credito delle banche statali in caso di superficie coltivata superiore ai 100 ettari.

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Le false illusioni di una diversa politica estera francese

di Andrea Gilli

Alcuni giorni orsono, su Epistemes, si era parlato dei limiti strutturali che si frappongono ad una svolta radicale nella politica estera francese – svolta radicale che in molti si sono affrettati a prevedere con l’elezione di Sarkozy a Presidente della Repubblica. In quell’analisi si diceva, in breve, che la volontà del nuovo Presidente difficilmente potrà qualcosa contro alcuni poderosi ostacoli che si collocano tra le sue aspirazioni e le sue attuali possibilità di realizzarle. Nessuna predilezione da parte nostra verso l’uno o l’altro modello: solo la semplice constatazione di quanto difficile e complicato sia il mondo, e soprattutto quanto difficile sia cambiarlo.

Pochi giorni dopo, quell’analisi sembrava smentita dalla nomina a ministro degli Esteri, in parte inaspettata, di Bernard Kouchner – già presidente di Medici Senza Frontiere e da anni impegnato in campagne a favore dei diritti umani e dell’ingerenza umanitaria.

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