IDEAZIONE novembre-dicembre: Italia. Politica di potenza e interesse nazionale

di Daniele G. Sfregola Nel 1938, Harold Nicolson, autore di un celebre volume sulla diplomazia (Storia della diplomazia, Corbaccio, 1995), elaborò una delle più efficaci definizioni delle finalità della politica estera italiana che siano mai state scritte. Scrisse Nicolson: «L’obiettivo della politica estera italiana è di ottenere con il negoziato più importanza di quel che …

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La superpotenza spaziale/2

di Andrea Gilli

Lo scorso ottobre, con diverse settimane di ritardo, la Casa Bianca rese nota la propria decisione di voler apportare sostanziose modifiche alla propria strategia spaziale. In particolare, modificando la precedente dottrina sancita con un documento del 1996, Washington identifico’ tre nuovi punti cardine sui quali si sarebbe appunto fondata la nuova politica stellare. Riassumendo brevemente, essi sono:

1) volontà di impedire l’accesso allo spazio ai nemici degli Stati Uniti;

2) determinazione affinché nessuno possa ostruire le loro operazioni celesti;

3) mantenimento della leadership tecnologica (necessaria sia per il perseguimento del punto uno che due).

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Due pilastri per la sanità

di Mario Seminerio

Il presidente Bush ha presentato un piano di modifiche alla legislazione fiscale per incoraggiare gli americani ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Oggi, 46 milioni di cittadini statunitensi sono del tutto privi di copertura sanitaria, e ogni anno ciò pesa sui conti federali per circa 45 miliardi di dollari di cure mediche erogate. Il bivio a cui si trovano di fronte presidenza e Congresso è relativo a come aumentare la copertura sanitaria riducendo l’esborso pubblico. Per ottenere ciò vi sono essenzialmente due modi: fornire programmi pubblici o enfatizzare la copertura sanitaria privata. La seconda opzione è quella prescelta da Bush, che vuole evitare di creare l’ennesimo entitlement di spesa o aumentare le tasse.

La proposta di Bush prevede il ricorso ad incentivi fiscali per consentire l’acquisto di polizze sanitarie a chi non fruisce di copertura sanitaria aziendale, simili alle deduzioni utilizzate dai proprietari di casa per l’interesse pagato sui mutui ipotecari. Il programma non avrebbe tuttavia impatto sui conti federali perchè le agevolazioni fiscali sarebbero finanziate dall’introduzione di un tetto all’esenzione fiscale di cui attualmente godono i datori di lavoro che sottoscrivono una polizza sanitaria come fringe benefit per i propri dipendenti, oggi integralmente deducibile dall’imponibile di azienda e lavoratore.

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