Bernard Lewis, la Storia e la lezione da trarne

di Andrea Gilli

Gli storici hanno raramente ragione sul passato. Quasi mai sul futuro. Come scrive John Vincent, un celebre storico inglese, gli storici non sono per i concetti, tanto meno per il rigore (Vincent, 2005). Difficile che dunque riescano a utilizzare in modo coerente un concetto. Quasi impossibile che riescano a definirlo con rigore. La ragione e’ semplice: gli storici fanno affidamento su documenti, dati, archivi, memorie, etc. Tutte preziose fonti che possono raccontare una buona parte della storia. Il problema e’ che nessuno sa ne’ quanta parte possono raccontare, ne’ tanto meno se essa sia corretta, specie quando da quei dati, parziali, si ricavano delle spiegazioni generali.

La nostra non vuole essere una filippica contro il nobile mestiere dello storico. Solo un avvertimento contro i rischi della professione, e un suggerimento alla cautela di fronte alle previsioni elaborate dagli storici: difficile che colui che e’ incerto sul passato possa offrire qualche raccomandazione piu’ corretta sul futuro. A nostro modo di vedere sono infatti pochi gli storici che riescono a sfuggire questi dilemmi: guarda caso, quei pochi che ci riescono utilizzano dei metodi propri non della Storia ma di altre discipline, quali l’Economia o la Scienza Politica.

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IDEAZIONE novembre-dicembre: La parabola politica di Doctor Henry

di Daniele G. Sfregola Henry Alfred Kissinger è un personaggio dalla parabola irripetibile. Capace di suscitare sentimenti e valutazioni diametralmente opposti, Kissinger si è affacciato in sordina sulla scena della politica internazionale e ne è uscito da protagonista di prima grandezza. Per alcuni è un criminale impunito, per altri è un genio della diplomazia; taluni … Continua a leggere IDEAZIONE novembre-dicembre: La parabola politica di Doctor Henry

Tasse e lavoro (II): fondamenti teorici

di Pierangelo De Pace

Più volte in questo sito si sono messi in evidenza gli effetti potenzialmente dannosi degli alti livelli di tassazione sulla crescita economica di un Paese. Nell’articolo intitolato “Tasse e lavoro: la differenza tra USA ed Europa” è stata trattata l’evidenza empirica che sembra confermare, indirettamente, questa tesi. Tra i tanti altri, i lavori e le ricerche del Premio Nobel Prescott e degli economisti Alesina, Glaeser e Sacerdote inducono a pensare che questo sia davvero il caso, e cioè che pressioni fiscali ragguardevoli possano essere pregiudizievoli dello sviluppo economico in quanto disincentivanti l’offerta di lavoro. In altri termini, tasse elevate sottraggono risorse fondamentali al sistema economico, scoraggiano l’impiego efficiente dei fattori produttivi distorcendone l’allocazione ottimale e spingono all’evasione fiscale ed alla “fuga” (di capitali in primo luogo, ma anche di persone ed imprese in casi estremi) verso lidi esteri più favorevoli sotto l’aspetto fiscale.

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Il negazionismo va combattuto, ma non con le leggi

di Mauro Gilli

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato la proposta di sanzionare chi neghi “in tutto o in parte, l’esistenza di genocidi e di crimini contro l’umanità per i quali vi sia stata una sentenza definitiva di condanna dell’autorità giudiziaria italiana o internazionale.” Con questa decisione, il Governo ha compiuto un grave errore.

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IDEAZIONE novembre-dicembre: Italia. Politica di potenza e interesse nazionale

di Daniele G. Sfregola Nel 1938, Harold Nicolson, autore di un celebre volume sulla diplomazia (Storia della diplomazia, Corbaccio, 1995), elaborò una delle più efficaci definizioni delle finalità della politica estera italiana che siano mai state scritte. Scrisse Nicolson: «L’obiettivo della politica estera italiana è di ottenere con il negoziato più importanza di quel che … Continua a leggere IDEAZIONE novembre-dicembre: Italia. Politica di potenza e interesse nazionale

La superpotenza spaziale/2

di Andrea Gilli

Lo scorso ottobre, con diverse settimane di ritardo, la Casa Bianca rese nota la propria decisione di voler apportare sostanziose modifiche alla propria strategia spaziale. In particolare, modificando la precedente dottrina sancita con un documento del 1996, Washington identifico’ tre nuovi punti cardine sui quali si sarebbe appunto fondata la nuova politica stellare. Riassumendo brevemente, essi sono:

1) volontà di impedire l’accesso allo spazio ai nemici degli Stati Uniti;

2) determinazione affinché nessuno possa ostruire le loro operazioni celesti;

3) mantenimento della leadership tecnologica (necessaria sia per il perseguimento del punto uno che due).

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Due pilastri per la sanità

di Mario Seminerio

Il presidente Bush ha presentato un piano di modifiche alla legislazione fiscale per incoraggiare gli americani ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Oggi, 46 milioni di cittadini statunitensi sono del tutto privi di copertura sanitaria, e ogni anno ciò pesa sui conti federali per circa 45 miliardi di dollari di cure mediche erogate. Il bivio a cui si trovano di fronte presidenza e Congresso è relativo a come aumentare la copertura sanitaria riducendo l’esborso pubblico. Per ottenere ciò vi sono essenzialmente due modi: fornire programmi pubblici o enfatizzare la copertura sanitaria privata. La seconda opzione è quella prescelta da Bush, che vuole evitare di creare l’ennesimo entitlement di spesa o aumentare le tasse.

La proposta di Bush prevede il ricorso ad incentivi fiscali per consentire l’acquisto di polizze sanitarie a chi non fruisce di copertura sanitaria aziendale, simili alle deduzioni utilizzate dai proprietari di casa per l’interesse pagato sui mutui ipotecari. Il programma non avrebbe tuttavia impatto sui conti federali perchè le agevolazioni fiscali sarebbero finanziate dall’introduzione di un tetto all’esenzione fiscale di cui attualmente godono i datori di lavoro che sottoscrivono una polizza sanitaria come fringe benefit per i propri dipendenti, oggi integralmente deducibile dall’imponibile di azienda e lavoratore.

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Liberalizzare o tagliare le tasse?

di Andrea Asoni

Il ministro Bersani dopo averci provato (e fallito) con i taxi e aver ottenuto qualche minimo risultato con le farmacie riprende la sua personale crociata in favore delle liberalizzazioni. Questa volta la corporazione minacciata è quella dei benzinai.
Seguendo un invito del ministro Bersani l’Antitrust ha preparato un documento da inviare a Governo, Parlamento e Regioni in cui si sollecita una liberalizzazione del settore della distribuzione del carburante.
Per poter dare un giudizio nel merito della proposta ovviamente bisogna aspettare che si concretizzi. Per adesso si può solo sperare che non finisca tutto in una bolla di sapone come nel caso dei taxi. Vorrei però proporre una critica all’idea di fondo di tutta la riforma, supportata dai dati della Commissione Europea.

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ENERGIA n.4, 2006: Municipalizzate, enti locali, liberalizzazioni

Sull’ultimo numero della rivista Energia, Andrea Gilli e Tiziano Buzzacchera, studente alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova e colloboratore dell’Istituto Bruno Leoni di Torino, analizzano il sistema di partecipazioni di alcuni dei principali Comuni Italiani. Dall’analisi i due autori rilevano come il processo di privatizzazione, a livello locale, sia finora insufficiente e insoddisfacente … Continua a leggere ENERGIA n.4, 2006: Municipalizzate, enti locali, liberalizzazioni

La presenza americana in Italia e i rapporti tra due alleati

di Andrea Gilli

A quanto sembra, non ci sara’ alcun ampliamento della base militare americana di Vicenza. E anzi, poiche’ Washington ritiene indispensabile rafforzare la sua presenza verso il Mediterraneo, la base verra’ direttamente abbandonata e i soldati americani spostati in Germania o in Bulgaria, visto che da Roma non arriva il consenso a questa opera di ingrandimento. Cosi’, a meno di modifiche (molto improbabili), dell’ultimo momento.

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