Tasse e lavoro: la differenza tra USA ed Europa

di Pierangelo De Pace 

Una delle principali differenze tra l’economia europea e l’economia americana risiede nel fatto che gli europei (occidentali) tendono generalmente a lavorare meno degli americani. Gli Stati Uniti devono dunque in larga parte la propria ricchezza e la propria supremazia in termini economici rispetto ai cittadini del Vecchio Continente a questo importante aspetto che, molto spesso, viene spiegato attraverso la presunta esistenza di differenze culturali che spingono gli statunitensi a voler consumare di più (e quindi a cercare di produrre, oltre che ad importare, in misura maggiore) e gli europei a godere maggiormente di tempo libero.

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Risanare, redistribuire, raggirare

di Mario Seminerio

Nel 1996 il governo Prodi (ministro del Tesoro era Carlo Azeglio Ciampi) avviò un’imponente azione di riduzione del deficit di bilancio, per rientrare nei parametri di convergenza all’euro previsti dal Trattato di Maastricht. La manovra ebbe successo, e permise al nostro Paese di entrare nella moneta unica. Anche allora, non senza fondamento, la retorica d’ordinanza fu quella emergenziale. Prodi era appena tornato dalla Spagna, dove aveva inutilmente tentato di convincere l’allora primo ministro Aznar a formare un fronte comune per ottenere un differimento dei tempi d’ingresso dei due paesi nell’euro, ottenendone un secco rifiuto. Da quel momento iniziò una disperata corsa contro il tempo, gestita dal governo italiano attraverso aumenti di tassazione e blocco temporaneo di spesa pubblica.

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