Il dopo-Midterm: scenari per l’economia americana

6 pensieri su “Il dopo-Midterm: scenari per l’economia americana”

  1. Che meraviglia di post. E’ sempre un piacere leggerti. Dal punto di vista politico ( a me più affine che l’economia in cui tu sei assoluto baluardo) sono convinto che ai Repubblicani gioverà non avere la maggioranza alle Camere, così successe con Reagan e con Cliton, come hai giustamente sottolineato tu. E forse in questa condizione si riuscirà a trovare anche una soluzione (entro il 2007 per forza) alla situazione Irachena vero nodo cruciale del cammino venturo degli Stati Uniti.

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  2. Cimplimenti per il post.
    Il periodo di governo unificato sembra aver dimostrato la validità della massima di Acton riguardo alla corruzione inerente al potere. La frangia culturalmente conservatrice si è illusa di poter impiegare il potere dello Stato a proprio vantaggio, invece di limitarlo ed eliminarlo, come promesso agli elettori. Una nemesi, appunto.
    Detto questo, non so se preferire un piccolo governo in deficit od un Governo tassa e spendi in pareggio. Sappiamo tutti che le politiche fiscali dei democratici saranno all’insegna dell’aumento della tassazione.

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  3. Ottimo commento, anche perchè post è riduttivo per me.Intendo chiedere una cosa al miglior commentatore di epistemes : tu parli di imposte sulle società: ma si può agire su quel fronte? La legislazione fiscale americana non è già relativamente agevole? soprattutto per quanto riguard a il sistema delle detrazioni e dei crediti d’imposta? Concordo con Chris sul sistema delle maggioranza anche se la politica del “contenimento” di maggioranze diverse non credo sia comunque automatica, ma bensì politica e decisa di volta in volta.
    un saluto a tutti

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  4. L’obiettivo del tax code americano deve essere quello della semplificazione. Lo statutory rate sulle società è tra i più alti dell’Occidente. Solo per effetto di detrazioni e loopholes varie l’aliquota effettivamente pagata viene ridotta. Occorre quindi portare il sistema verso la convergenza tra statutory rate ed effective rate, cioè tra aliquota nominale ed aliquota effettiva. E la riforma del Tax Code sembra voler andare proprio in quella direzione.

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  5. Semplicemente sublime! Letto poi alla luce dei commenti miserevoli rilasciati dai politici italiani nel day after, questo pezzo appare ancora pi’ù geniale per lucidità e logica ferrea.

    Perla

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