Prodi incontra Ahmadinejad: etica o interesse?

6 pensieri su “Prodi incontra Ahmadinejad: etica o interesse?”

  1. Ho scritto un post con simili argomentazioni la settimana scorsa. Il problema risiede nel considerare le strategie diplomatiche uno dei tanti mezzi per coltivare consenso. Io mi spingo finanche a dire che le ultime mosse di Ahmadinejad sembrerebbero indicare ancora di più l’inevitabilità di un confronto col regime iraniano.

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  2. Cioe’ vorreste dire che Prodi si sarebbe dovuto difendere dicendo: “Ma io l’ho incontrato per difendere i nostri interessi petroliferi, cosa volete che me ne freghi dei diritti umani?” Eh, sarebbe bello se i politici la dicessero giusta. Pensate ai francesi all ONU che nel 2003 difendono i loro interessi petroliferi in Irak….

    Calca.

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  3. Intanto un caro saluto a tutti e complimenti!

    Volevo dire nem merito, che in teoria é giusto che un Premier metta tutte le opportunita’ dalla sua parte per il bene del proprio Paese. Dunque anche incontrare il serpente a sonagli, se puo’ dare dei benefici, va bene. Ed é da sempre la politica francese che fa la dura coi Paesi civili Occidentali e pratica il dialogo, anche sotterraneo, coi Paesi dittatoriali, solo a proprio beneficio.
    La differenza é che noi non siamo la Francia e rischiamo di andare a lustrare i sandalacci di qualcuno che ci usera’ e che non ha parola d’onore.

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  4. Concordo su tutto. Più che altro non capisco come si possa pensare che in nome di un idealismo wilsoniano di vecchia memoria, anche se per il bene dell’intera umanità, non si debba trattare con dittatori nazi-islamici come il caro Ahmadinejad in quanto persona fisica. Se esiste anche un solo margine di trattativa è meglio approfittarne secondo me. La personificazione della politica comunque è un concetto banale e manifestato da più parti negli ultimi decenni.
    p.s l’utopia è un brutto male a sinistra come a destra…

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  5. LiberaleScomodo: ottima osservazione. Tutti i testi di IR sottolineano come i mezzi di comunicazione “personifichino” le relazioni internazionali. Quindi sappiamo tutto su Bush, Clinton, Osama, etc. In realta’, come scrive il certo non neo-realista Chris Brown, se al posto di Bush ci fosse stato Clinton, la politica estera americana non sarebbe stata molto diversa.

    Purtroppo l’ideologia fa brutti scherzi. L’ideologia unita all’ignoranza fa disastri.

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  6. Caro A.Gilli, su Chris Brown mi pare di avere sentito qualcosa però è facile dirlo negli Stati Uniti o massimo in Uk. Certo che la politica di Clinton è stata simile a quella Bushana, ma è giusto così : la politica estera non può variare sempre col cambiamento di colore del Governo.
    Altrimenti diventa spesso “mera” bagarre politica come quella interna nostrana ( spesso!). Sulla personificazione della politica non trovi che l’ignoranza che tu attacchi sia dovuta alla “lontanza” anche geografica dei problemi in questione? La gente si identifica meno in quello che succede nel mondo perchè la sente meno sua, e quindi non va a fondo nella questioni.
    Se in Iran poi, ci fanno vedere sempre la faccia di Ahmadinejad, è chiaro che poi noi riassumiamo la politica e la civiltà iraniana in un burattino messo al potere (!!!??) da altri. Sui problemi di casa nostra molto spesso l’ideologia riesce a uscire dal cervello delle masse ma perchè? Perchè la gente è un pò più pragmatica? Semplicemente perchè i media sfornano più dati, più numeri, più basi di ragionamento e si esce dal soggettivismo. Continuano però le equazioni Prodi – Mortadella e Bush-Cowboy, ma non c’è molto da fare : dove non arrivano i media a fare disastri, ci pensiamo noi con il nostro fare molto spesso ” semplicistico”.

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