April 12th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
Da qualche tempo, in Italia, si sta affermando una nuova figura pubblica: il potente-censore, o se preferite il potente-pentito. Il potente-censore è di solito una figura posta ai vertici del nostro sistema di potere, da tempo immemore ha pieno accesso alla stanza dei bottoni. E’ stato quindi corresponsabile dell’assunzione di alcune decisioni che hanno negativamente influito sul sistema-paese ma oggi, improvvisamente pentito, le denuncia con sdegno, candidandosi a gestire la “ricostruzione morale” e quella, assai più materiale, del sistema che hanno contribuito ad affondare.
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April 4th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
Da qualche tempo gli indicatori economici italiani non sono più così brillanti. Dapprima il dato di gennaio sulla produzione industriale, pubblicato lo scorso 12 marzo, con una flessione mensile dell’1.4 per cento, peggiore delle attese, e la revisione al ribasso dell’incremento di dicembre, da 2 a 1.4 per cento. Poi la forte contrazione degli ordinativi industriali, sempre di gennaio, pari al 2.1 per cento mensile, contro attese per una flessione contenuta nello 0.5 per cento, e anche qui con il ridimensionamento del dato di dicembre, da più 0.7 ad uno striminzito più 0.3 per cento. La settimana scorsa, il dato della survey sulle vendite al dettaglio di Eurolandia in marzo, con il nostro paese fanalino di coda e addirittura con livelli di attività in contrazione pur con lo stimolo di maggiori sconti, a sacrificio dei margini lordi. E’ di oggi, inoltre, la stima dell’indice dei direttori acquisti nelle imprese europee di servizi, che conferma da un lato la prosecuzione della forte espansione di Eurolandia, guidata da quella Germania che ha profondamente ristrutturato il proprio sistema paese, ma che al contempo conferma il rallentamento italiano anche nel settore che da solo genera circa i due terzi del prodotto interno lordo.
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April 3rd, 2007 by editor
di Mauro Gilli e Daniele G. Sfregola
Nel suo interessante articolo apparso su L’Occidentale del 26 marzo, Marco Respinti ha messo in evidenza la debolezza del giornalismo italiano, che a suo modo di vedere si limiterebbe a riportare le analisi pubblicate da altre testate straniere, introducendovi a corollario l’immancabile dose di ideologia nostrana. Tuttavia, parlando di politica estera americana, Respinti si è adoperato in una serie di semplificazioni e inesattezze che a nostro modo di vedere richiedono importanti precisazioni.
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April 2nd, 2007 by editor
di Daniele G. Sfregola
La Corea del Nord e il nucleare è il titolo del saggio di Daniele G. Sfregola pubblicato sul numero di Aprile-Primavera di Affari Esteri, la prestigiosa rivista trimestrale di politica internazionale promossa dal Ministero degli Affari Esteri ed edita dall’Associazione Italiana per gli Studi di Politica Estera (AISPE). Ripercorrendo criticamente le tappe che hanno segnato l’evoluzione storica della crisi nucleare che coinvolge Pyongyang e Washington, lo studio concerne la descrizione dello scenario regionale attuale, i protagonisti, le politiche dei singoli Stati e le caratteristiche politico-strutturali dell’area dell’Asia nordorientale, non mancando di approfondire l’azione dell’ultimo decennio e le recenti iniziative della diplomazia italiana in relazione alla controversia in esame.
March 30th, 2007 by editor
di Piercamillo Falasca
Negli ultimi dieci anni, il dover pagare cinque euro per ricaricare il proprio cellulare è stato uno dei fastidi più acuti di ogni italiano. La sensazione - umorale e non razionale - era quella di pagare “per nulla”, per un bene non acquistato, un servizio non reso. In linea di massima, siamo stati tutti mediamente soddisfatti delle tariffe a consumo che le compagnie hanno iniziato a proporci dopo la diffusione di massa delle Sim Card, partita nel 1997. Ma non abbiamo mai digerito quel “sopruso”.
In principio c’era solo TIM ed il massimo della convenienza era la tariffa “rossa”, la quale permetteva di spendere appena 195 lire al minuto dopo le 20.30 e 95 lire passate altre due ore. Nelle ore diurne, invece, era un salasso: 1950 lire al minuto, più Iva e scatto alla risposta. Usare il telefonino prima delle otto e mezzo di sera era pressoché inconcepibile. Poi arrivò Omnitel, poi fu la volta di Wind ed il resto è vita quotidiana. La concorrenza ci liberò dalla schiavitù delle telefonate serali e tra le nostre preoccupazioni comparve il contributo di ricarica. C’era anche prima, ma lo abbiamo percepito come davvero odioso solo quando la neonata Wind – nel 1999 - ci propose di liberarcene, offrendoci i suoi primi piani tariffari solo a consumo, privi del contributo.
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March 26th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
In attesa degli esiti del tavolo di concertazione tra governo e sindacati sui temi previdenziali, alcune considerazioni si impongono. Come noto, sindacato e sinistra (più o meno estrema) appaiono ferocemente contrari tanto all’allungamento della vita lavorativa quanto alla riduzione dei coefficienti di trasformazione (che determinano quanta parte della retribuzione verrà coperta dalla pensione). Specularmente, sono favorevoli all’eliminazione dello “scalone” previsto dal precedente governo, che il primo gennaio del prossimo anno determinerà un aumento istantaneo di tre anni nei requisiti minimi di età per il pensionamento. Sono altresì favorevoli all’aumento delle pensioni minime, ed all’introduzione di non meglio specificati “incentivi” per la permanenza al lavoro dopo la maturazione dei requisiti pensionistici minimi.
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March 23rd, 2007 by editor
di Daniele G. Sfregola
Sull’ultimo numero di Ideazione, rivista bimestrale di cultura politica, Daniele G. Sfregola analizza gli ultimi progressi diplomatici della questione nucleare nordcoreana, dando conto del cambio di strategia negoziale degli Stati Uniti verso Pyongyang e delle nuove opportunità che tale scelta comporta ai fini della soluzione della disputa ultradecennale. Corea del Nord. L’ora della diplomazia è il titolo dell’analisi all’interno del numero di marzo-aprile di Ideazione in edicola.
March 21st, 2007 by editor
di Mario Seminerio
La sorpresa espressa dal ministro dell’Economia sui buoni risultati della trimestrale di cassa rappresenta la conferma della scarsa capacità previsiva dei modelli utilizzati in via XX Settembre, oltre ad essere l’immagine speculare dell’avventatezza di alcune fosche previsioni dello scorso anno, che parlavano di situazione simile a quella del 1992, e quindi di forte deterioramento del merito di credito italiano. Previsioni peraltro anch’esse sconfessate dalla sostanziale stabilità del differenziale di rendimento tra Btp decennale italiano e corrispondente titolo di stato tedesco.
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March 12th, 2007 by editor
di Andrea Gilli e Francesco Giumelli
Con la fine della guerra fredda, è diventato drammaticamente evidente quanto le Forze Armate siano uno strumento essenziale e fondamentale di politica estera, anche per medie potenze come l’Italia. Se infatti durante il quarantennio 1950-90, per via della sua posizione geopolitica e strategica (con annessi benefici: classico caso di buck-passing), il nostro paese ha potuto godere di un ruolo di rilievo nell’arena internazionale, con il crollo del Muro di Berlino si è aperta una nuova fase nella quale valgono le vecchie regole della politica internazionale: conta non solo chi ha più carri armati, ma anche chi li sa e li vuole usare. E l’Italia non brilla né nell’una né nell’altra attività.
Non solo infatti il nostro bilancio della Difesa è ridottissimo (e in continuo ridimensionamento proprio dall’inizio dalla fine della guerra fredda), ma il nostro apparato militare è anche obsoleto, e di conseguenza non in grado di servire i nostri interessi nazionali e materialmente incapace di difendere il nostro territorio, in particolar modo proiettando la sua forza verso aree o situazioni di crisi che, se non risolte, potrebbero compromettere seriamente la nostra sicurezza nazionale.
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February 28th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
Nel nuovo “Focus” dell’Istituto Bruno Leoni, l’economista Mario Seminerio si chiede se effettivamente, per “tutelare la famiglia come unità fondamentale della società”, una tassazione “a quoziente familiare”, proposta da 43 deputati dell’Ulivo nei giorni scorsi, sia lo strumento più opportuno.
Secondo Seminerio, “una tassazione a quoziente familiare tende a penalizzare le famiglie a basso reddito e dovrebbe essere assistita da un sistema integrato di detrazioni d’imposta, strutturato in modo da risolvere il problema dell’incapienza”. L’applicazione di una tassazione a quoziente familiare è “complicata e macchinosa”, e non di più facile attuazione sarebbe la sua integrazione con un ampio ventaglio di detrazioni.
”Sono molti i gruppi politici che si ergono continuamente a difesa della famiglia”, dice Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL, “ma molto spesso sotto queste roboanti dichiarazioni di principio non c’è davvero nulla. Introdurre un quoziente familiare è se non altro una proposta concreta. Ma è una proposta giusta? Questo IBL Focus di Mario Seminerio dimostra persuasivamente che altre vie potrebbero essere più utilmente battute”.
”Per una tassazione a misura di famiglia. È quella del quoziente familiare la via giusta?”, di Mario Seminerio, IBL Focus n.51, è liberamente scaricabile QUI