October 5th, 2007 by editor
Vi segnaliamo l’interessante lettera di Benedetto Della Vedova a Il Foglio di mercoledì 3 ottobre - con commento di Giuliano Ferrara - in materia di liberalizzazione del prezzo dei libri. Su Il Foglio di ieri, giovedì 4 ottobre, replica stizzita e “corporativa” di Federico Motta, presidente Associazione italiana editori, cui controbbattono brillantemente l’Elefantino e questo articolo sulle “magie del mercato”, a pagina 3.
A breve, Benedetto Della Vedova e Piercamillo Falasca pubblicheranno sul tema un paper per l’Istituto Bruno Leoni.
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October 3rd, 2007 by editor
State of the Union / by Pietro Paganini*
dal Wall Street Journal di lunedì 1 ottobre, per gentile concessione di Competere - Spinning innovation
During the Renaissance, Italy dominated the worlds of art, science and commerce. Those times are long gone. For the last two years Italy has been Europe’s slowest-growing economy. Gross domestic product moved up a meager 0.1% during the second quarter of 2007.
The problem isn’t lack of economic vitality as such.
Continue reading ‘Time for another Renaissance’
September 21st, 2007 by editor
September 19th, 2007 by editor
Dichiarazione di Mario Seminerio e Piercamillo Falasca del centro studi Epistemes
Durante l’odierna seduta del question time, l’on. Crapolicchio dei Comunisti Italiani ha invitato il Governo ad intraprendere iniziative normative volte a regolamentare il fenomeno dei blog. Sulla scorta della prima sentenza di condanna per “diffamazione on-line” inflitta in Italia (nello specifico dal Tribunale di Aosta il 26 maggio scorso), l’esponente del Pdci ravvede la necessità di “individuare un punto di equilibrio fra il diritto di ciascuno ad esprimere il proprio pensiero e la necessità di punire chi utilizza quella libertà per offendere altri.”
Quando fu emanata, la sentenza cui si riferisce il deputato Crapolicchio ebbe un immediato clamore perché per la prima volta in Italia ad un blog fu applicata la legge sulla stampa, creando un importante precedente giurisprudenziale. In particolare, i giudici aostani riconobbero nell’attività del blogger «il totale controllo di quanto viene postato» e che, «allo stesso modo di un direttore responsabile», egli ha il dovere di eliminare i contenuti offensivi. E’ innegabile che gli spazi virtuali costituiti dai blog stanno assumendo pian piano l’aspetto di vere e proprie testate giornalistiche, ma è altrettanto vero che la fortuna dei blog deriva direttamente dagli straordinari spazi di libertà di cui essi godono.
Crapolicchio non ravvede nella sentenza un pericolo ma la “spia” di un vuoto normativo da colmare, argomentando capziosamente a difesa della tutela della libertà di espressione del blogger per poi giungere a chiedere l’istituzione di una normativa ad hoc. A nostro giudizio – e siamo certi che su questo punto troveremo il conforto ed il sostegno delle centinaia di migliaia di blogger italiani – la posizione di Crapolicchio è frutto di una logica statalista, che punta alla ipernormazione, prima ancora che alla censura. Il reato di diffamazione è già disciplinato dal codice penale: lo si usi nel modo appropriato, ma non si pensi di imbrigliare i blog con l’abituale (per la cultura politica cui appartengono tutti i Crapolicchio che siedono in Parlamento) sovrastruttura legislativa di controllo, magari integrata dall’immancabile, elefantiaca Authority.
September 6th, 2007 by editor
di Benedetto Della Vedova e Piercamillo Falasca, da Libero Mercato di mercoledì 5 settembre 2007
La crisi dei subprime ha posto dei seri interrogativi sul ruolo di un anello fondamentale del sistema finanziario internazionale: le società di rating. La prima critica mossa contro di loro è stata la revisione tardiva del rating sui mutui. Era già avvenuto nella vicenda Enron, ma la scala globale del caso subprime ha accentuato il disappunto degli investitori. Contro le agenzie di rating si sono mossi dei capi di governo, in primis Merkel e Sarkozy (che proprio alla Merkel, presidente di turno del G8, ha scritto una lettera sul tema). A ruota la Commissione UE, che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sulla funzionalità delle agenzie in termini di valutazione del management e gestione dei conflitti di interesse.
Continue reading ‘No al rating di stato, più mercato’
August 6th, 2007 by editor
Proponiamo ai nostri lettori l’articolo di Nicola Lacetera e Mario Macis, pubblicato originariamente sul sito de lavoce.info
di Nicola Lacetera e Mario Macis
Il 3 maggio, il ministro dell’Università e della ricerca, Fabio Mussi, ha presentato la sua proposta di regolamento per il reclutamento dei ricercatori.
Il nuovo processo consiste di due fasi. Nella prima, una commissione di sette revisori esterni (cinque italiani e due stranieri), effettua una scrematura dei candidati, sulla base delle “pubblicazioni scientifiche, o altre tipologie di prodotti scientifici”. (1) Nella seconda fase, una commissione interna all’ateneo che ha bandito il concorso valuta a) i curricula scientifici e didattici; b) le lettere di referenza sottoscritte da esperti esterni all’ateneo; c) i giudizi espressi dai revisori esterni; d) una prova seminariale pubblica; e) i “pareri valutativi” espressi da “strutture didattiche e scientifiche dell’università ” dove il concorso è stato bandito.
La proposta Mussi rivela alcuni elementi di indubbia novità, che si richiamano al sistema anglosassone: dalle lettere di presentazione alla prova seminariale. Tuttavia, non pare destinata a incidere efficacemente sulla realtà universitaria italiana.
Continue reading ‘Rassegna stampa - Il mercato non va all’università’
August 1st, 2007 by editor
di Pierangelo De Pace
Come accaduto in occasione di un mio precedente intervento sul tema, la discussione sulla possibilità di rendere legale un mercato in cui sia ammesso scambiare organi ed altre parti del proprio corpo per scopi medici si trasferisce momentaneamente su altre pagine. L’argomento - delicato ed evidentemente meritevole di estrema attenzione, come del resto ipotizzabile sin dall’inizio - genera dissensi e pareri contrastanti. Questa volta, ripubblicando un pezzo di qualche tempo fa apparso in questo sito, il tema è ripreso dagli amici de L’Arengo del Viaggiatore.
Continue reading ‘Un mercato legale di organi. La discussione si accende’
July 4th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
Rispetto al Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, il nuovo Dpef, appena licenziato dal Consiglio dei ministri, delude. Il Position Paper “Dpef 2008-2011. Né robusto né sostenibile” offre una dettagliata analisi del Documento. Commenta Carlo Stagnaro, direttore Energia e ambiente dell’IBL: “il Dpef manifesta tutti i limiti di una maggioranza che si regge su equilibri precari. Sebbene vi siano spunti positivi - per esempio sulla privatizzazione dei beni demaniali - in generale la sensazione è quella di una generale tensione verso soluzioni stataliste, le quali spingono a dubitare dei buoni propositi, anche quando presenti. Quindi, al contrario di quanto afferma il governo, non pare che il documento sia robusto né sostenibile”. “In generale - conclude Stagnaro - il Dpef contiene molte affermazioni di buonsenso (per esempio sul fisco, anche se con poca convinzione), oltre ad alcuni progetti discutibili (per esempio in tema ambientale) o drammatiche mancanze di coraggio (come con le pensioni). Il problema è che il Dpef è un documento di indirizzo che viene sistematicamente disatteso quando si tratta di scrivere la legge finanziaria: e se un Dpef relativamente ambizioso come quello dell’anno scorso ha portato alla finanziaria più ‘tassista’ (nel senso delle tasse) degli ultimi anni, è bene non farsi troppe illusioni sulla finanziaria di quest’anno”.
Il Position Paper “Dpef 2008-2011. Né robusto né sostenibile” è liberamente scaricabile qui. Di seguito il testo dell’analisi delle sezioni del Dpef da noi curata.
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June 12th, 2007 by editor
Per l’Istituto Bruno Leoni la privatizzazione di Alitalia rischia di condurre a risultati ancora peggiori di quelli di partenza. È questa la tesi del Focus di Mario Seminerio, “Alitalia, il destino di volare basso“. Scrive Seminerio: “Il goodwill di Alitalia risiede nella protezione politica dalla concorrenza, malgrado tale rendita sia destinata a subire la progressiva erosione ad opera, sulle tratte domestiche, dei servizi ferroviari ad alta velocità che dovrebbero entrare sul mercato entro un paio d’anni, e del già citato accordo Open Skies sulle tratte extraeuropee”.
Per Alberto Mingardi, direttore generale di IBL, “l’abbandono del fondo americano Tpg è un segnale preoccupante. Più che privatizzare la compagnia di bandiera per aprire il settore alla concorrenza, la sensazione è che il governo stia consegnando ai privati la speranza di un monopolio. La gara bandita dal governo si sta dimostrando una farsa: l’unica cosa da fare, a questo punto, è ripartire da zero e bandire un’asta basata solo sul prezzo, in maniera da non lasciare discrezionalità sulla scelta dei compratori al potere politico”.
Il Focus è liberamente scaricabile qui.
April 12th, 2007 by editor
di Mario Seminerio
Da qualche tempo, in Italia, si sta affermando una nuova figura pubblica: il potente-censore, o se preferite il potente-pentito. Il potente-censore è di solito una figura posta ai vertici del nostro sistema di potere, da tempo immemore ha pieno accesso alla stanza dei bottoni. E’ stato quindi corresponsabile dell’assunzione di alcune decisioni che hanno negativamente influito sul sistema-paese ma oggi, improvvisamente pentito, le denuncia con sdegno, candidandosi a gestire la “ricostruzione morale” e quella, assai più materiale, del sistema che hanno contribuito ad affondare.
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