Archive for the 'Relazioni Internazionali' Category

La politica estera italiana - Risposta di Carmelo Palma

In seguito all’articolo di Andrea Gilli sulla politica estera italiana, Carmelo Palma dei Riformatori Liberali ci ha inviato una replica, che siamo qui felici di riproporre. A breve verrà pubblicata la risposta di Gilli alle considerazioni di Palma.

I chierici del realismo, la dottrina e la politica: Un commento (semi)serio al pezzo di Andrea Gilli

di Carmelo Palma*

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Rassegna Epistemica - Iraq

a cura di Andrea Gilli

Per via della visita del Generale David Petraeus e dell’ambasciatore americano in Iraq Ryan Croker a Washington, l’attenzione dei media si é concentrata questa settimana sul futuro dell’Iraq.

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Rassegna Epistemica

Sulla base di una pressante richiesta proveniente dai nostri lettori (e non), abbiamo deciso di aprire una nuova rubrica che inizia oggi e proseguirà con cadenza più o meno settimanale nei mesi a seguire.

La rubrica cercherà di focalizzarsi su un solo tema per volta. Il suo obiettivo consiste nel rendere disponibili e reperibili studi, documenti, e analisi sui principali temi del panorama internazionale e dell’economia, raggruppandoli in una sola pagina, così da permettere sia a chi ne ha bisogno e a chi ne ha voglia, di acquisire o di accedere al maggior numero possibile di fonti e informazioni, dettagliate e accurate.

Speriamo che l’idea sia gradita, nonchè utile, a chi ci legge. Ovviamente i commenti restano aperti per eventuali segnalazioni di materiale aggiuntivo.

La politica estera italiana – risposta a Fiamma Nirenstein

di Andrea Gilli

Nel suo articolo apparso su Il Giornale del 9 aprile 2008, Fiamma Nirenstein, già giornalista e futura probabile parlamentare del Popolo della Libertà, anticipa, nel caso in cui il suo partito dovesse andare al governo, una grande rivoluzione nella politica estera italiana.
Il tentativo analitico della Nirenstein merita un plauso, in quanto, come ella stessa ammette, il tema della politica estera non è stato assolutamente toccato durante la campagna elettorale. Allo stesso tempo, la sua analisi lascia però molte perplessità.

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La politica estera francese dopo un anno di Sarkozy

di Andrea Gilli

Un anno fa, all’indomani dell’elezione di Nicolas Sarkozy, avevamo spiegato le ragioni per cui, a nostro modo di vedere, la politica francese non sarebbe cambiata in maniera sostanziale rispetto alla precedente esperienza chiracchiana (1 e 2). Ad un anno di distanza, stimolati anche da un interessante articolo pubblicato dalla rivista di intelligence Stratfor, esaminiamo il corso attuale e futuro della politica estera francese.

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Tibet e Tremonti – finalmente si parla di Cina

di Andrea Gilli

Il dibattito politico italiano è stato recentemente scosso da due fenomeni che, per quanto distinti, hanno finalmente portato a discutere della Cina. I due fenomeni sono, da un lato, la recente ondata di violenze che si è scatenata sul Tibet, e dall’altro la pubblicazione del pamphlet La Paura e la Speranza (2008) dell’ex-ministro Giulio Tremonti.

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La Cina, il Tibet: scelte da compiere e rischi da correre

di Andrea Gilli

I recenti scontri avvenuti in Tibet tra le autorità cinesi e la popolazione locale di etnia tibetana hanno provocato apprensione in tutto il mondo. Con il passare dei giorni e delle violenze le richieste di cautela, se non addirittura di maggiore indipendenza al Tibet, sono andate crescendo esponenzialmente – prima dall’opinione pubblica, e poi anche dai livelli più alti delle cancellerie e delle organizzazioni internazionali. In questo breve articolo ci proponiamo di spiegare in maniera sintentica le ragioni che hanno portato a quanto sta accadendo, e di illustrare le varie opzioni che si aprono per i vari attori.

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Il Kosovo non è pronto per essere uno Stato

di Daniele G. Sfregola - © L’Occidentale

La secessione del Kosovo dalla Serbia, proclamata solennemente dall’assemblea parlamentare di Pristina il 17 febbraio, come i più complessi casi storici di formazione delle entità statuali ha ingenerato da subito un importante dibattito tra i giuristi internazionali in merito alle conseguenze che siffatto evento produrrà sull’evoluzione della materia. Va da sé che, come sempre avviene nella vita di relazione internazionale, l’analisi politica di un accadimento non può essere avulsa da considerazioni giuridiche, pena un risultato descrittivo monco, e cioè privo di osservazioni sui fondamentali della legittimità, del consenso, dell’equilibrio etico, che pure fonda la comunità internazionale, oltre che degli effetti non intenzionali nella regione e avverso gli equilibri globali nei termini più strettamente prescrittivi della politica internazionale.

L’Occidentale
ha meritoriamente pubblicato un’analisi a firma di Roberto Santoro sull’argomento il 25 febbraio scorso. Santoro centra la propria riflessione sullo smembramento dell’ex Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia (RFSJ), asserendo quindi che l’atto di Pristina non è qualificabile come secessione, bensì come “ultimo capitolo dello smembramento” della RFSJ. Nel far questo, l’autore equipara il caso kosovaro a quelli dei sei Stati federali che composero la RFSJ: Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Bosnia-Erzegovina. A beneficio del lettore, ricordiamo che lo smembramento si differenzia dalla secessione nella particolarità che col primo lo Stato preesistente cessa di esistere, mentre col secondo esso continua ad esistere.Ora, l’interpretazione di Santoro è infondata. Questo perché…

[continua su L'Occidentale]

NATO, R.I.P.

di Andrea Gilli 

Il dibattito sul contributo che i diversi Paesi danno e dovrebbero dare alla NATO è recentemente esploso con le dichiarazioni del Canada e degli Stati Uniti – entrambi molto critici verso il Vecchio Continente e il suo approccio nei confronti dell’Afghanistan.

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Il grand bargain dell’Onu

di Federico Niglia* - © Il Foglio

La difesa del multilateralismo è stata una delle priorità della politica estera di Massimo D’Alema. Questo governo ha marcato la discontinuità rispetto alla precedente amministrazione riaffermando la centralità delle Nazioni Unite come soggetto erogatore di legittimità internazionale. L’Italia ha inviato oltre duemila soldati al confine tra Israele e Libano nell’ambito della missione Onu Unifil II e ha profuso grandi energie per rilanciare la campagna per la moratoria della pena di morte, coronata da successo.
Questo impegno ha trovato un riconoscimento nell’ampio consenso che ha portato all’elezione dell’Italia a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008. Nonostante l’aspirazione al potenziamento dell’Onu, gli italiani mantengono una posizione conservatrice sulla riforma dell’organizzazione, e in particolare del Consiglio di sicurezza.

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