October 7th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
L’approvazione dell’Emergency Economic Stabilization Act riveduto e corretto è stata accolta dal mercato azionario con l’ennesimo ribasso, a ribadire che la gravità dei problemi va ben oltre l’intervento deciso. Eppure, in un momento di profondo pessimismo di mercati ed analisti, è opportuno evidenziare alcuni elementi potenzialmente positivi contenuti nel pacchetto adottato. In primo luogo, l’aumento da 100.000 a 250.000 dollari dell’assicurazione pubblica sui depositi fornita dalla Federal Deposit Insurance Corporation, che servirà a rassicurare soprattutto le piccole e medie imprese e a ridurre il rischio di corse agli sportelli.
Continue reading ‘Nuova politica monetaria cercasi’
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September 30th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
Auspicando la rapida approvazione del piano Paulson-Bernanke, che prevede il riacquisto di cartolarizzazioni per l’importo di 700 miliardi di dollari, George W.Bush ha enfatizzato che l’operazione permetterà di rimuovere la principale causa della stretta creditizia in corso, consentendo al paese di ripartire ed evitando “una profonda e dolorosa recessione”. Si tratta, a nostro giudizio, di una verità “politica” nel senso che l’approvazione del Troubled Assets Relief Plan servirà in realtà solo ad evitare (forse) guai peggiori al sistema finanziario statunitense, ma per la crescita occorrerà attendere, forse piuttosto a lungo. Vediamo perché.
Continue reading ‘Il piano salva-banche non eviterà la frenata’
September 23rd, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
L’Amministrazione Bush ha formalmente proposto al Congresso quello che potrebbe diventare il maggiore salvataggio finanziario della storia degli Stati Uniti, con una sintetica richiesta (contenuta in poco meno di tre pagine) di autorizzazione per il Tesoro ad acquistare fino a 700 miliardi di dollari di attivi collateralizzati, non solo da mutui. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza dell’intervento basti pensare che 700 miliardi di dollari è l’importo finora speso in costi diretti per la guerra in Iraq, ed eccede la dotazione finanziaria annua del Pentagono. Il piano dà mani libere al Tesoro sull’operatività del fondo, con il solo obbligo di mantenersi in ogni momento entro il limite di spesa di 700 miliardi (quindi al netto delle rivendite di titoli), e di informare ogni sei mesi il Congresso su tale operatività. Ora inizia un negoziato che non si preannuncia facile perché i Democratici, che controllano il Congresso, hanno già chiesto di trasformare il provvedimento in una sorta di pacchetto-omnibus, inserendovi anche misure a sostegno delle famiglie che rischiano di perdere la propria abitazione e misure a sostegno dei disoccupati. Restano soprattutto interrogativi a cui occorrerà dare una risposta, ad esempio in termini di procedura di acquisto delle cartolarizzazioni. Mai come in questa circostanza il diavolo si nasconde nei particolari.
Continue reading ‘Se fallisce il salvataggio rischia anche l’Europa’
September 22nd, 2008 by editor
di Marco Botta*
Il quotidiano La Repubblica è stato lestissimo ad approfittare dell’intervento sul mercato finanziario del Tesoro americano e della Fed per sancire la sconfitta del liberismo e la rivincita di Keynes.
Ma davvero si può parlare di rivincita di Keynes, o, meglio, dell’economia keynesiana? Mario Monti sul Corriere invita alla calma nei giudizi.
Un aspetto interessante di cui tener conto nell’analizzare la crisi è che, se uno si spulcia i bilanci delle principali banche di investimento americane, scopre che, prescindendo dagli utili contabili che hanno un interesse relativo, il cash flow, che è l’indicatore preferito per valutare la capacità di generare ricchezza, corrisponde più o meno perfettamente all’ammontare di fondi che la banca stessa aveva ricevuto nell’anno da parte della Fed. Ovvero, le banche non generavano liquidità né ricchezza, se non in misura pari a quanto ricevuto dalla banca centrale: forse è per questo che il sito internet della Zecca americana si chiama MoneyFactory. In pratica, il sistema era continuamente gonfiato dalla banca centrale: colpa di Greenspan e Bernanke, quindi?
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September 16th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
Il prossimo anno, quando inizieranno a scrivere le nuove regole per le istituzioni finanziarie statunitensi, i regolatori federali non potranno esimersi dal richiedere profondi cambiamenti al modo in cui investment bankers e traders vengono retribuiti, pena il fallimento di qualsiasi riforma. Per anni, infatti, sono stati pagati bonus su guadagni pressoché indipendenti dai rischi a cui l’istituzione finanziaria veniva esposta, malgrado i pubblici proclami del contrario. E’ ormai evidente che la distorsione della struttura di incentivi rappresenta una causa determinante dell’attuale crisi finanziaria. Al termine dello scorso anno, malgrado l’evidenza di enormi perdite, le banche d’investimento hanno continuato a pagare bonus rivolti al passato e comparabili al monte-bonus corrisposto a fine 2006, quando i profitti erano molto più elevati ed il futuro appariva ben più roseo.
Continue reading ‘Regole da riscrivere’
September 9th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
Il dato di venerdì scorso sul mercato del lavoro statunitense, con la perdita di ulteriori 84.000 posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione balzato al 6,1 per cento, nuovo massimo da settembre 2003, dovrebbe aver messo definitivamente la parola fine alle congetture sull’esistenza di una recessione americana, volgendole in realtà. Ad oggi, si tratterebbe di una recessione “shallow”, cioè superficiale e tutto sommato poco dolorosa, ma il vero problema è che nulla ci garantisce che non si tratti invece dell’avvio di un processo recessivo che si starebbe approfondendo. Vediamo alcuni dati.
Continue reading ‘L’economia Usa è in recessione, basta guardare i dati sui redditi’
September 1st, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
La recente guerra tra Russia e Georgia e la sequenza di azioni e reazioni che hanno condotto al congelamento delle relazioni diplomatiche e militari tra Mosca e l’Occidente, hanno suscitato timori di una nuova Guerra Fredda. Per tentare di comprendere lo scenario evolutivo della crisi può essere utile analizzare le attuali condizioni economiche della Russia. L’ultimo dato del pil russo, relativo al periodo gennaio-maggio, indica una crescita del 7,9 per cento annuale, in linea con quella che può essere considerata la velocità di crociera dell’economia della Federazione. Ma dietro questo numero di sintesi si celano irrisolti problemi strutturali.
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August 28th, 2008 by Piercamillo Falasca
di Piercamillo Falasca - articolo pubblicato il 5 agosto 2008 su LiberoMercato
Da qualche anno ferve nel mondo, in particolare negli Stati Uniti, un dibattito insieme ideologico e specialistico, quello sulla cosiddetta “net neutrality”, la neutralità di Internet. Come tutte le dispute ideologiche, è spesso mal posta. Essendo molto tecnico, poi, il problema non sembra ancora interessare il grande pubblico. Eppure parliamo di una questione di importanza vitale per i prossimi decenni, che riguarda il funzionamento del mercato e la spinta all’innovazione e allo sviluppo tecnologico che sarà possibile imprimere in futuro. Continue reading ‘Con la rete “libera” sparirà la rete’
August 26th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
Ha ragione Oscar Giannino quando, analizzando le nascenti fondamenta teoriche della futura attività di vigilanza della Fed, tratteggiate a Jackson Hole da Ben Bernanke e basate sull’affascinante concetto di “macrovigilanza sistemica”, assimila il processo di comprensione di tali concetti all’arte divinatoria. La verità è che tutti, nell’ultimo anno, ci siamo interrogati su cosa potesse essere andato storto in quell’irresistibile macchina da soldi che è (era) la securities industry statunitense. E dopo questa domanda, che ha ricevuto risposte necessariamente parziali e non esaustive, tutti abbiamo cercato di ipotizzare le linee guida di una nuova regolazione, che contemperasse mercato ed innovazione, minimizzando sia le distorsioni al gioco di domanda e offerta ma anche l’azzardo morale che sembra essere la pietra angolare su cui l’edificio di “quella” finanza è stato costruito.
Continue reading ‘E’ Wall Street il punto debole di Bernanke’
August 13th, 2008 by editor
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
Le grandi compagnie petrolifere occidentali stanno vivendo un periodo difficile: margini di profitto in compressione, ridotta capacità di innovazione derivante dal protratto sottoinvestimento in tecnologia ed impianti, crescenti limitazioni di accesso alle grandi aree di produzione ed esplorazione nel pianeta, un modello di business sempre più in discussione. Dopo un dominio (anche geostrategico) durato oltre mezzo secolo, l’esplosione dei prezzi ha decisamente spostato l’ago della bilancia del potere a favore dei paesi produttori e delle loro compagnie statali. I produttori stanno infatti chiedendo quote crescenti degli utili da esplorazione e produzione, e sempre più spesso si verificano autentici espropri ai danni delle compagnie occidentali.
Continue reading ‘La guerra fredda del petrolio’