Archive for May, 2008

Fine della dipendenza dal petrolio arabo?

di Massimiliano Neri*

In questi giorni è stata annunciata la scoperta in Brasile di due dei più grandi giacimenti petroliferi identificati negli ultimi 30 anni. Lo riporta Bloomberg con un articolo che vince il premio di fantapolitica della settimana: “Brazil Oil Finds May End Reliance on Middle East

La notizia è commentata da Peter Zeihan, vicepresidente della Strategic Forecasting (Texas), secondo cui la scoperta potrebbe porre fine alla dipendenza dell’occidente dal petrolio del golfo persico.

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Più ombre che luci sul pil statunitense

di Mario Seminerio - © Libero Mercato

Da più parti si leggono commenti circa la possibilità che l’economia americana sia riuscita a sfuggire alla recessione. A sostegno di questa tesi si citano, in questi giorni, il dato sulla prima stima del pil del primo trimestre 2008 e quello sugli occupati non agricoli in aprile. Il primo ha evidenziato una crescita annualizzata del pil pari allo 0,6 per cento, il secondo una distruzione netta di occupati pari a 20.000 unità, meno delle stime di consenso. E’ certamente vero che l’economia statunitense possiede caratteristiche di flessibilità e resilienza molto elevate, ma questo non vuol dire che si debba suonare la sirena dello scampato pericolo. I dati vanno letti in controluce.

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Iran-India, come cambiano gli equilibri mondiali (su Ideazione)

di Andrea Gilli

La scorsa settimana, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è andato in India per una visita di Stato. Al centro dei colloqui vi era soprattutto un condotto petrolifero e di gas che dovrebbe unire il Medio Oriente e l’Asia. E in particolare Iran e India. La visita, di per sé, non è molto importante, in quanto i due Paesi hanno sempre avuto buoni rapporti. Il dato rilevante riguarda piuttosto il modo nel quale questi rapporti si collocano all’interno della piú grande alleanza tra India e Stati Uniti. [Continua a leggere su Ideazione.com]

Per una comparazione del fenomeno leghista

di Filippo Salone*

È in gran parte condivisibile l’analisi sul fenomeno leghista che Angelo Panebianco fa sul Corriere all’indomani dell’exploit del voto del 13 aprile. Panebianco, che marca la sua disamina sulla Lega come comunità di interessi, già all’inizio degli anni Novanta spiegava come nel movimento leghista “protesta antisistema e rappresentanza territoriale si incontrano e fanno sinergia”, prendendo così le distanze dai tanti che sovente consideravano Bossi e il leghismo come fenomeno rozzo o comunque folkloristico destinato a scomparire una volta che la Repubblica partitocratrica avesse lasciato il posto ad una nuova e razionale architettura politico-costituzionale.

Ora, ad oltre venti anni dalla sua costituzione e registrato un nuovo sfondamento di poco inferiore al picco storico del ‘96, il Carroccio attira su di sé nuove e trasversali attenzioni. Ma al di là di ogni esegesi estemporanea, e quindi inevitabilmente superficiale, per inquadrare al meglio il leghismo non si può prescindere da un’analisi di insieme che indaghi il fenomeno nella sua esperienza storica e che tenga debitamente conto di alcuni basilari parametri di comparazione. Solo in questa chiave sarà possibile tracciare le coordinate per un modello interpretativo in grado di decifrare attendibilmente l’evoluzione del fenomeno leghista.

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Rassegna Epistemica - Cybersecurity

a cura di Andrea Gilli

La vertiginosa crescita del ruolo della tecnologia nel mondo contemporaneo ha progressivamente portato gli analisti a considerare le implicazioni di sicurezza dei fenomeni cybernetici.

In particolare, con governi, sistemi di sicurezza, imprese che sempre più si appoggiano su modelli computerizzati per espletare le loro funzioni, i pericoli provenienti da attacchi cybernetici sono diventati sempre più reali.

Lo scorso anno, l’Estonia si vide colpita da un attacco hacker che paralizzò quasi tutto il Paese. Nei mesi passati, un attacco simile è stato portato a termine da hacker cinesi contro il Pentagono. Pensare che tanto nel primo che nel secondo caso i governi russo e cinese non fossero a conoscenza dell’accaduto sembra alquanto irreale.

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