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	<title>Comments on: La storia non è mai finita. Recensione di The Return of History</title>
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	<description>Studi economici e politici</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Mar 2010 19:02:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: luke</title>
		<link>http://epistemes.org/2008/05/23/la-storia-non-e-mai-finita-recensione-di-the-return-of-history/comment-page-1/#comment-1110</link>
		<dc:creator>luke</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:35:11 +0000</pubDate>
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		<description>@ Andrea: credo di essermi espresso male con la parola &quot;tentativo&quot;, che presuppone una volontà che in effetti è arduo sostenere. Ma è pur vero che i il risultato finale del progetto europeo è quanto di più lontano, concettualmente e praticamente, dall&#039;interazione classica fra potenze, che questo fosse voluto o no.

@ Mauro: quella che delineato è la tesi di Kagan in &quot;Paradiso e Potere&quot;, e mi è sempre sembrata la parte più originale e indovinata di quell&#039;ottimo saggio - in parte, anche la più scomoda da accettare per commentatori e politici europei.

Grazie a entrambi per i chiarimenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea: credo di essermi espresso male con la parola &#8220;tentativo&#8221;, che presuppone una volontà che in effetti è arduo sostenere. Ma è pur vero che i il risultato finale del progetto europeo è quanto di più lontano, concettualmente e praticamente, dall&#8217;interazione classica fra potenze, che questo fosse voluto o no.</p>
<p>@ Mauro: quella che delineato è la tesi di Kagan in &#8220;Paradiso e Potere&#8221;, e mi è sempre sembrata la parte più originale e indovinata di quell&#8217;ottimo saggio &#8211; in parte, anche la più scomoda da accettare per commentatori e politici europei.</p>
<p>Grazie a entrambi per i chiarimenti</p>
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		<title>By: Mauro Gilli</title>
		<link>http://epistemes.org/2008/05/23/la-storia-non-e-mai-finita-recensione-di-the-return-of-history/comment-page-1/#comment-1109</link>
		<dc:creator>Mauro Gilli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:03:08 +0000</pubDate>
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		<description>Relativamente all&#039;Europa, aggiungo un&#039;ulteriore considerazione. Per quando sia possibile accetare la tesi secondo cui essa rappresenterebbe un superamento dello schema classico delle relazioni internazionali, è anche vero che successo è stato possibile non per via dell&#039;assenza della politica di potenza, ma proprio per la sua chiara e limpida manifestazione.

Senza il ruolo egemonico degli Stati Uniti in Europa alla fine della Seconda Guerra Mondiale - in altre parole, se essi non avessero eliminato &quot;l&#039;anarchia regionale&quot; - il processo di cooperazione e quindi integrazione Europeo sarebbe stato certamente più difficile, e quasi sicuramente avrebbe raggiunto uno stadio molto meno avanzato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Relativamente all&#8217;Europa, aggiungo un&#8217;ulteriore considerazione. Per quando sia possibile accetare la tesi secondo cui essa rappresenterebbe un superamento dello schema classico delle relazioni internazionali, è anche vero che successo è stato possibile non per via dell&#8217;assenza della politica di potenza, ma proprio per la sua chiara e limpida manifestazione.</p>
<p>Senza il ruolo egemonico degli Stati Uniti in Europa alla fine della Seconda Guerra Mondiale &#8211; in altre parole, se essi non avessero eliminato &#8220;l&#8217;anarchia regionale&#8221; &#8211; il processo di cooperazione e quindi integrazione Europeo sarebbe stato certamente più difficile, e quasi sicuramente avrebbe raggiunto uno stadio molto meno avanzato.</p>
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		<title>By: Andrea Gilli</title>
		<link>http://epistemes.org/2008/05/23/la-storia-non-e-mai-finita-recensione-di-the-return-of-history/comment-page-1/#comment-1108</link>
		<dc:creator>Andrea Gilli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 13:50:20 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio solo un rilievo sull&#039;Europa.

1) La tesi di dottorato di Sebastian Rosato (professore alla University of Notre Dame) si focalizza proprio sull&#039;integrazione europea e dimostra come essa sia stata condotta in un framework realista. In altre parole, gli Stati membri hanno avanzato l&#039;integrazione per mantenere uno schema di balance of power istituzionale in Europa. Mai troppo potere alla Francia, mai troppo alla Germania. Non é un caso che l&#039;Inghilterra sia entrata in Europa quando era evidente che il progetto non sarebbe fallito. In altri termini, meglio essere dentro per rallentare e controllare il processo, che fuori senza poterlo bloccare.

2) Per quanto riguarda la crescita dell&#039;Europa come potenza militare. Un articolo di Barry Posen (Security Studies, dicembre 2006) spiega proprio come nel giro di qualche anno l&#039;Éuropa sará verosimilmente una Grande Potenza - la crescita europea, secondo Posen, é da imputare all&#039;unipolarismo, non unilateralismo, americano.

saluti, ag.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio solo un rilievo sull&#8217;Europa.</p>
<p>1) La tesi di dottorato di Sebastian Rosato (professore alla University of Notre Dame) si focalizza proprio sull&#8217;integrazione europea e dimostra come essa sia stata condotta in un framework realista. In altre parole, gli Stati membri hanno avanzato l&#8217;integrazione per mantenere uno schema di balance of power istituzionale in Europa. Mai troppo potere alla Francia, mai troppo alla Germania. Non é un caso che l&#8217;Inghilterra sia entrata in Europa quando era evidente che il progetto non sarebbe fallito. In altri termini, meglio essere dentro per rallentare e controllare il processo, che fuori senza poterlo bloccare.</p>
<p>2) Per quanto riguarda la crescita dell&#8217;Europa come potenza militare. Un articolo di Barry Posen (Security Studies, dicembre 2006) spiega proprio come nel giro di qualche anno l&#8217;Éuropa sará verosimilmente una Grande Potenza &#8211; la crescita europea, secondo Posen, é da imputare all&#8217;unipolarismo, non unilateralismo, americano.</p>
<p>saluti, ag.</p>
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		<title>By: luke</title>
		<link>http://epistemes.org/2008/05/23/la-storia-non-e-mai-finita-recensione-di-the-return-of-history/comment-page-1/#comment-1107</link>
		<dc:creator>luke</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 10:09:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://epistemes.org/?p=580#comment-1107</guid>
		<description>Hai centrato perfettamente il punto della principale contraddizione dei neoconservatori (quantomeno quelli di tradizione realista), ma è così dannatamente evidente che uno poi è costretto a chiedersi se non ci sia qualcosa sotto.

L&#039;unico piano su cui si potrebbe difendere l&#039;idea che esportare la democrazia abbia un qualche valore per i comportamenti di politica estera successivi, è il fatto che questi dovrebbero rispondere in parte al giudizio di una opinione pubblica, diventando in qualche misura più prevedibili, forse - senza che questo voglia necessariamente (e wilsonianamente) dire migliori.

Quanto alla Lega delle Democrazie, mi pare di ricordare che questa sia anche una proposta in qualche modo ricorrente di McCain, e che del resto Kagan sia uno dei consiglieri del repubblicano in materia di politica estera.

In tutta la discussione il grande assente mi sembra l&#039;Europa, la quale dovrebbe essere come minimo considerata un tentativo di successo di superare il classico schema di relazioni di potenza - ma caratterizzato dal paradosso per il quale la sua completa (lontana) realizzazione probabilmente comporterebbe esattamente un ritorno a quell&#039;arena sotto altra forma. 

p.s. spero che il libro di Cesa venga tradotto al più presto almeno in inglese, è un libro fondamentale (e per me è stato un professore fondamentale)

ciao e complimenti per la qualità del sito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai centrato perfettamente il punto della principale contraddizione dei neoconservatori (quantomeno quelli di tradizione realista), ma è così dannatamente evidente che uno poi è costretto a chiedersi se non ci sia qualcosa sotto.</p>
<p>L&#8217;unico piano su cui si potrebbe difendere l&#8217;idea che esportare la democrazia abbia un qualche valore per i comportamenti di politica estera successivi, è il fatto che questi dovrebbero rispondere in parte al giudizio di una opinione pubblica, diventando in qualche misura più prevedibili, forse &#8211; senza che questo voglia necessariamente (e wilsonianamente) dire migliori.</p>
<p>Quanto alla Lega delle Democrazie, mi pare di ricordare che questa sia anche una proposta in qualche modo ricorrente di McCain, e che del resto Kagan sia uno dei consiglieri del repubblicano in materia di politica estera.</p>
<p>In tutta la discussione il grande assente mi sembra l&#8217;Europa, la quale dovrebbe essere come minimo considerata un tentativo di successo di superare il classico schema di relazioni di potenza &#8211; ma caratterizzato dal paradosso per il quale la sua completa (lontana) realizzazione probabilmente comporterebbe esattamente un ritorno a quell&#8217;arena sotto altra forma. </p>
<p>p.s. spero che il libro di Cesa venga tradotto al più presto almeno in inglese, è un libro fondamentale (e per me è stato un professore fondamentale)</p>
<p>ciao e complimenti per la qualità del sito</p>
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