Archive for November, 2007

Redistribuzione fittizia

di Mario Seminerio - © Libero Mercato

Su lavoce.info un articolo di Chiara Saraceno evidenzia le numerose incoerenze della cosiddetta manovra “redistributiva” del governo, che di redistributivo sembra in realtà avere poco e nulla. A partire dalla manovra di riduzione dell’Ici, fortemente voluta da Rutelli ed originariamente nata con soglia di reddito, poi fatta saltare (con assenso governativo) durante il dibattito sulla Finanziaria. Saraceno lamenta che poco e nulla sia stato fatto per gli affittuari, che tendenzialmente (ma non necessariamente) accolgono tra le proprie fila i soggetti a maggior disagio economico.

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L’illusione della moratoria della pena di morte

di Mauro Gilli

La terza commissione delle Nazioni Unite ha votato l’approvazione della moratoria della pena di morte. Questa decisione, salutata da molti come un evento storico, può essere considerata solo per un aspetto, la sua totale irrilevanza. L’impegno dei molti attivisti e uomini politici che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo è certamente encomiabile. Il loro sforzo, però, non servirà a far abolire la pena di morte. Continue reading ‘L’illusione della moratoria della pena di morte’

Osservatorio sui miti del riscaldamento globale / 1

di Piercamillo Falasca 

Il ciclone Sidr

“Il super-ciclone Sidr che si è abbattuto sulle zone meridionali del Bangladesh potrebbe essere un indicatore degli effetti dei cambiamenti climatici in atto”. (Antonio Navarra, direttore del Centro euromediteranneo sui cambiamenti climatici) Continue reading ‘Osservatorio sui miti del riscaldamento globale / 1′

Il protezionismo mistico di Sarkozy

di Mario Seminerio

Parlando di fronte al Parlamento europeo martedì scorso, il presidente francese Sarkozy ha denunciato lo stato di “crisi politica e morale” in cui l’Europa versa, proponendo la creazione di una commissione di saggi per discutere “senza tabù” e comprendere dove sta andando il Vecchio continente. Per Sarkozy, che riecheggia i toni “antimercatisti” di Giulio Tremonti (o viceversa, s’intende), la profonda crisi d’identità europea sarebbe legata “alla globalizzazione ed alla commercializzazione del mondo”, in un contesto in cui i valori economici sembrano aver fatto premio su tutti gli altri. “L’Europa può essere Europa davanti agli occhi di tutti gli uomini solo difendendo i valori spirituali e di civiltà, raccogliendo tutte le sue forze ed energie per difendere la diversità culturale”, ha proseguito il presidente francese, che è poi tornato sul tema che più gli è caro: la rivalutazione del concetto di protezionismo, termine che “non deve essere posto fuori legge”.

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Mediterraneo nucleare

di Mario Seminerio  - © Libero Mercato

La Casa Bianca ha recentemente dichiarato di non avere obiezioni alla scelta del presidente egiziano Mubarak di imboccare la via del nucleare civile mentre Sarkozy propone di fornire impianti ed assistenza tecnico-nucleare al Marocco. Potremmo quindi domandarci se la politica dell’Occidente è: l’Iran no, perché con il nucleare civile poi si fa la bomba, l’Egitto ed il Marocco si perché sono paesi controllabili ed “amici”. E’ stato più volte evidenziato che un paese che abbia impianti atomici per la produzione dell’elettricità si trova ad un passo, se lo vuole, dalla possibilità di farsi la bomba. Ma, dicono oggi a Washington e Parigi, se accetta le norme e le ispezioni dell’Aiea, non c’è alcun rischio. La storia degli ultimi anni sembra suggerire che, in realtà, l’Aiea è solo una foglia di fico. Ma cosa c’è dietro la corsa al nucleare, per ora solo civile, da parte dei paesi del Mediterraneo? Possiamo tentare l’analisi in base a due piani di lettura, compenetrati: quello economico e quello politico.

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Epistemes in 11 minuti

E’ iniziata la collaborazione di Epistemes con 11minuti, il portale delle opinioni fondato e diretto da Marco Taradash. Questa settimana, Piercamillo Falasca ci parla dell’ipotesi di spostamento della tassazione da reddito a consumi. Buon ascolto.

Epistemes Collana Cavour: Quanto è seria la minaccia terroristica?

di Redazione Epistemes

Dall’11 Settembre, è diventato abbastanza consueto ribadire che il terrorismo è la minaccia del XXI secolo. Così come fascismo e comunismo hanno rappresentato la principale e più importante minaccia per le democrazie occidentali nel XX secolo, il terrosimo internazionale sarebbe la nuova grande sfida di fronte alla quale si troverebbero i Paesi europei, gli Stati Uniti e tutti i paesi “liberi”.

Nell’Epistemes Discussion Paper della Collana Cavour “How big a threat does terrorism pose?” (in inglese), Mauro Gilli sottopone queste e altre considerazioni ad una attenta analisi, e sottolinea come esse siano contraddistinte da un certa fallacia. Senza negare il pericolo da essa rappresentato, Gilli sottolinea come la minaccia terroristica sia stata in gran parte esagerata.