Archive for June, 2007

Il problema Iran e l’opzione aerea

di Francesco Giumelli

Il livello di guardia sui piani di riarmo iraniani sono sempre alti. Il presidente Ahmadinejad non perde occasione di ricordare le reali intenzioni del regime degli Ayatollah, ovvero ottenere la bomba nucleare come le altre potenze regionali. Dall’altra parte della barricata ci sono le potenze europee con gli Stati Uniti e, a corrente alternata, anche Russia e Cina.

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Quei “sì, però…” che non ci piacciono

di Antonio Mele

In un Paese che ha vissuto per decenni sotto le due Chiese, quella cattolica e quella comunista, è difficile far passare il concetto che il mercato e la concorrenza siano portatori di benessere. E per quelli che sembrano averlo accettato come meccanismo benefico, dopo tanto tempo passato invece a combatterlo, si tratta in realtà di un “sì, però…” che porta con sé tante eccezioni e caveat. Ne ho scelto due, e provo a spiegare in base alla ricerca più recente perché mi sembrano poco fondate.

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IBL – Alitalia, il destino di volare basso

Per l’Istituto Bruno Leoni la privatizzazione di Alitalia rischia di condurre a risultati ancora peggiori di quelli di partenza. È questa la tesi del Focus di Mario Seminerio, “Alitalia, il destino di volare basso“. Scrive Seminerio: “Il goodwill di Alitalia risiede nella protezione politica dalla concorrenza, malgrado tale rendita sia destinata a subire la progressiva erosione ad opera, sulle tratte domestiche, dei servizi ferroviari ad alta velocità che dovrebbero entrare sul mercato entro un paio d’anni, e del già citato accordo Open Skies sulle tratte extraeuropee”.

Per Alberto Mingardi, direttore generale di IBL, “l’abbandono del fondo americano Tpg è un segnale preoccupante. Più che privatizzare la compagnia di bandiera per aprire il settore alla concorrenza, la sensazione è che il governo stia consegnando ai privati la speranza di un monopolio. La gara bandita dal governo si sta dimostrando una farsa: l’unica cosa da fare, a questo punto, è ripartire da zero e bandire un’asta basata solo sul prezzo, in maniera da non lasciare discrezionalità sulla scelta dei compratori al potere politico”.

Il Focus è liberamente scaricabile qui.

Argentina: pacta (et debita) servanda sunt

di Piercamillo Falasca

Si ringrazia Pietro Paganini di Competere – spinning Innovation

La bancarotta della Repubblica Argentina del dicembre 2001 ha rappresentato uno dei più straordinari eventi finanziari degli ultimi decenni. A distanza di cinque anni e mezzo, le conseguenze di quel default sono ancora evidenti e rischiano di essere più gravi di quanto si pensasse inizialmente.

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Roba da ricchi

di Mario Seminerio 

Oggi l’Istat ha pubblicato la stima finale del prodotto interno lordo del primo trimestre 2007. La crescita trimestrale (congiunturale) è stata rivista al rialzo, da più 0.2 a più 0.3 per cento, mentre quella annuale (tendenziale) è rimasta al più 2.3 per cento. Dopo aver ricordato che la media di crescita di tutta l’Area Euro, nello stesso trimestre è stata di più 0.6 per cento, quindi esattamente doppia (per i cultori dei metodi quantitativi) di quella italiana, passiamo ad analizzare  la composizione della crescita. Non prima, tuttavia, di aver segnalato il modo in cui il sottoscala di Largo Fochetti ha annunciato al popolo la lieta novella.

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Tassi in ascesa e mutui in pericolo

di Pierangelo De Pace

In meno di due anni la Banca Centrale Europea (BCE) ha ritoccato al rialzo il tasso di rifinanziamento principale, “pronti contro termine” sulle operazioni di mercato monetario, per l’ottava volta. Ad oggi, esso risulta pari al 4%. All’inizio di dicembre del 2005 arrivava appena al 2%, praticamente si collocava ai minimi storici. Il tasso di rifinanziamento principale (o tasso repo) è il tasso a cui la BCE concede prestiti a brevissimo termine alle altre banche del sistema finanziario europeo. È un indicatore importante delle condizioni del mercato finanziario perchè sulla sua base vengono determinati i tassi d’interesse a breve, ma anche a lungo, che le banche praticano ai prestiti fra banche ed ai prestiti a favore dei propri clienti, siano essi persone fisiche, siano essi persone giuridiche.

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Legalizzare il mercato degli organi? Se ne può e se ne deve parlare

di Pierangelo De Pace

Prosegue il dibattito sulla possibilità di rendere legale il mercato degli organi, un mercato in cui sia prevista espressamente l’evenienza che sia praticato un prezzo positivo per la cessione volontaria di un proprio organo sia da vivi, sia post mortem. Come si è più di una volta messo in evidenza tra gli articoli di questo sito, la situazione esistente che si concretizza nella carenza di organi per trapianto, il conseguente decesso di migliaia di pazienti in attesa di un donatore; ed il proliferare delle organizzazioni criminali che hanno creato veri e propri mercati illegali in giro per il mondo sfruttando la povera gente delle regioni meno ricche impongono che provvedimenti adeguati siano adottati e che soluzioni intelligenti siano proposte.

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Sparando sulla crocerossa: VV e la scienza delle finanze

di Michele Boldrin

Questo e’ forse il momento meno adatto per discutere con il viceministro. D’altra parte, il suo articolo sul Sole 24-Ore del 24 Maggio sembra voler definire le ragioni della politica di bilancio di questo governo, quindi vale la pena esaminarlo. Ad ogni buon conto, non credo che le mie osservazioni possano avere alcun effetto su VV: dubito legga nFA.

Riassumo l’articolo di VV, cercando di esser fedele al suo contenuto.

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Cultura economica e Considerazioni Finali

di Antonio Mele

Come atteso, Mario Draghi non ha avuto peli sulla lingua, durante le sue Considerazioni Finali, a delineare i problemi dell’economia italiana e le ormai arcinote soluzioni mai implementate. I commenti del giorno dopo concordano nel definire il suo discorso come ineccepibile e le sue proposte di politica economica come condivisibili, ma rimane forte il dubbio che verrà ascoltato. Questo per vari motivi, ma vorrei soffermarmi su uno in particolare che mi pare molto rilevante nel contesto italiano.

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I perchè di un mercato legale di organi

di Pierangelo De Pace

In un dossier intitolato “Ho comprato un rene in Nepal“, pubblicato in data 17 maggio su L’Espresso e firmato da Alessandro Gilioli, sono descritti gli inquietanti particolari di un mercato illegale di organi (reni in particolare) sviluppatosi in India negli ultimi anni. Da quanto si legge, il mercato – i cui clienti più frequenti sarebbero europei ed americani, ma anche ricchi asiatici – prospera e si espande facendo leva principalmente sulla povertà e l’ignoranza, lo sfruttamento e lo scarso senso delle istituzioni della popolazione locale; ed è amministrato da gente senza scrupoli che non esita ad insinuarsi nelle falle e nelle disattenzioni della legislazione indiana per il raggiungimento dei propri discutibili fini.

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